Il consigliere della II municipalità Giuseppe Renato De Stasio scirve una lettera al presidente della Repubblica in difesa di Palazzo Penne. Di seguito il testo, a cui è allegata la delibera di Giunta Regionale 256 del 29 maggio 2012. A questo appello aderisce l'Avvocato Alessandro Biamonte, presidente dell'Associazione di cittadini e cittadine "Buongiorno Napoli". Eccellentissimo Presidente, Le scrivo con crescente angoscia e frustrazione, per un caso di totale abbandono di un Edificio di primaria importanza, esempio di architettura civile, datato 1406. Si tratta di Palazzo Penne, ubicato nel centro della Napoli antica a ridosso del decumano inferiore a pochi metri da Palazzo Filomarino, quest'ultimo sede dell'Istituto Studi Storici, dove Benedetto Croce ha vissuto e operato per oltre cinquanta anni. La storia è molto lunga, ma voglio evidenziarLe che solo dopo anni di battaglie si è riusciti, grazie anche alla strenue lotte di comitati e associazioni, in primis la compianta Alda Croce, a fare acquistare dalla Regione Campania il prezioso manufatto. Ora sono alcuni decenni che Palazzo Penne versa in condizioni disastrose, con problemi seri per la stabilità del cespite stesso. Tra l'altro ivi risiede un'anziana donna, ultima sentinella e memoria di una Bellezza architettonica italiana che sta inesorabilmente crollando. Per anni la Regione Campania, attuale proprietaria del cespite (divenuta tale a seguito della prelazione esercitata nei primi anni del 2000, impedendo che venisse perpetrata una operazione speculativa) è rimasta inerte. E lo è tuttora, dopo avere individuato una destinazione d'uso che conciliasse l'utilizzo istituzionale dei locali con la fruizione pubblica dei giardini storici (siamo in un'area, quella a ridosso dell'insula di Santa Chiara, priva completamente di spazi verdi). La cosa più incomprensibile è che le risorse economiche, per ristrutturare e recuperare all'antico splendore tale Palazzo ( Pier Paolo Pasolini vi girò l' episodio di "Elisabetta da Messina" tratto dal Decamerone), sono state messe a bilancio dalla Regione Campania nel 2012, ma inspiegabilmente allo stato vige un assordante e impenetrabile silenzio: tutto è fermo, pur esistendo un buon progetto, approvato anche dalla Soprintendenza, di recupero, restauro e consolidamento e non è dato comprendere quale sia lo "stato dell'arte". Le chiedo, data la sua alta sensibilità per i Beni Comuni che fanno parte della memoria del nostro straordinario Paese, di intervenire presso la Regione Campania per avviare immediatamente i lavori previsti per questo straordinario Palazzo Rinascimentale. Le porgo i miei più sentiti saluti, certo di un suo autorevole e risolutore intervento. Cons. Giuseppe Renato De Stasio