Amato, Sarra e Razzanelli: «Non può trattare il consiglio d'amministrazione come se fosse la sua giunta. Serve subito un sovrintendente capace» «Il sindaco Domenici non può trattare il consiglio di amministrazione del Maggio musicale come se fosse la sua giunta e dovrebbe essere coerente e corretto con la sua richiesta di impegno bipartisan per salvare la fondazione. La Cdl non ha candidati a sovrintendente da sostenere, non è un problema di poltrone; è Domenici che ha fatto una forzatura durante il cda e, successivamente, scrivendo al ministro». I capogruppo della Casa delle Libertà Paolo Amato, Mario Razzanelli e Riccardo Sarra in Palazzo Vecchio ieri hanno illustrato la propria posizione e scritto a loro volta all'onorcvolo Buttiglione. Ed alle battute del sindaco rispondono invitandolo ad assu;mersi le proprie responsabilità: «E' lui che come presidente della fondazione si è mostrato inadeguato, non il cda. Se si arriverà al commissariamento sarà per la sua esclusiva responsabilità politica, sarà un suo fallimento. Ci auguriamo - sottolineano gli esponenti della Cdl - che si intraprenda un percorso coinvolgendo tutte le forze politiche nelle decisioni che riguardano il teatro comunale». Il nodo della questione è stato spiegato da Paolo Amato. «Il centrodestra di Palazzo Vecchio -ha detto il capogruppo di Forza Italia - ha dato la sua disponibilità a una gestione bipartisan della crisi in cui si trova questa prestigiosa istituzione culturale e si è assunto le proprie responsabilità: per questo non possiamo accettare che il sindaco, che è pure il presidente della Fondazione del Maggio musicale, prenda le decisioni autonomamente e senza consultare nessuno. Così è successo per il nome di Giambrone la cui candidatura a sovrintendente, proposta da Domenici con il parere contrario del centrodestra, non è stata votata dal consiglio di amministrazione perché egli stesso non l'ha messa ai voti, consapevole che sarebbe andato incontro a una sconfitta. Vorremmo inoltre sapere con quale criterio viene riconfermata la direzione artistica del Maggio, che ha contribuito a creare il deficit di bilancio, prima di avere nominato un sovrintendente. È un'ulteriore prova della volontà di Domenici di esercitare da solo il potere. Ma il cda del Maggio non è la sua giunta, non può sfiduciare nessuno. E se per il sovrintendente è necessaria la maggioranza qualificata, significa che lui come presidente è tenuto a trovare un accordo, un nome che vada bene al cda. Il commissariamento non ci spaventa, questa soluzione deve comunque arrivare dopo una serie di votazioni e consultazioni sui candidati alla carica di sovrintendente all'interno del cda, e significherà solo la sconfitta del sindaco». La Cdl ha invitato i privati ad aumentare il contributo finanziario di tutti i soci privati, bocciando l'iniziativa della lettera a Buttiglione e Mario Razzanelli, capogruppo dell'Udc e socio sostenitore del Maggio aggiunge: «Occorre la nomina di un sovrintendente che sia libero da qualsiasi condizionamento politico e che sia capace di trovare i finanziamenti necessari alla ricostruzione di un teatro che offra un programma di qualità all'altezza di Firenze. Van Straten in tre anni ha lasciato tra debiti e rosso in bilancio, un buco di 30 milioni di euro: chiunque arriverà dovrà fare i conti con una situazione disastrosa». Amato, Sarra e Razzanelli insistono comunque sul fatto che «la scelta del sovrintendente debba avvenire nell'ambito di un più generale riassetto organizzativo delle funzioni dirigenziali della Fondazione e contemporaneamente alla ridefinizione della "governance" del teatro comunale». «I membri del cda - aggiunge Paolo Amato -hanno sempre dato grande prova di senso di responsabilità soprattutto nel dover fronteggiare un terribile improvviso buco di bilancio, causato dal precedente sovrintendente Van Straten, voluto anche lui, a suo tempo, dal sindaco Leonardo Domenici. E Forza Italia è rappresentata da Forza Italia I giochini di Domenici per dividerci lasciano il tempo che trovano».