«Il progetto di recupero delle Procuratie Vecchie è pronto, è bellissimo e lo presenteremo già a maggio insieme al Comune. Le Assicurazioni Generali vogliono tornare a mettere radici a Venezia e le Procuratie Vecchie diventeranno da uffici un luogo aperto alla città per discutere sui grandi progetti che riguardano il mondo, l'umanità. L'area marciana diventerà così un luogo vivo, di pensiero e di cultura». L'amministratore delegato delle Assicurazioni Generali Philippe Donnet ha sciolto ieri almeno in parte le incertezze sul riutilizzo delle Procuratie Vecchie di cui la compagnia è diventata pienamente padrona, dopo l'accordo stipulato circa due anni fa con il Comune che ha rinunciato alla destinazione d'uso pubblico sul complesso monumentale di Piazza San Marco - prima riservato agli uffici giudiziaria - consentendo così alla società che ha il Leone marciano nel suo simbolo di pensare a un progetto di recupero. L'accordo prevede che le Procuratie non abbiano un uso di tipo speculativo - in passato un progetto di trasformazione degli uffici in appartamenti di lusso con vista su Piazza San Marco era stato fermato dal Comune e dalla Soprintendenza - ma appunto di rappresentanza o di tipo culturale o scientifico. E le Generali penserebbero in particolare di fare delle Procuratìe Vecchie un centro di raccolta di progetti legati al tema della sostenibilità, in una città come Venezia che è da questo punto di vista una collocazione ideale. Una finestra sul mondo, vista la prestigiosa sede, ma che cointeresserà anche il Comune per l'accordo già sottoscritto che prevede anche la realizzazione di foresterie all'interno delle Procuratie per ospitare gli studiosi o gli scienziati che dovessero affluire a Venezia per le attività del nuovo Centro negli oltre 13 mila metri quadrati di pregiati spazi nel cuore di Piazza San Marco. In cambio il Comune riceverà un "obolo" di 3 milioni di euro per la rinuncia all'uso pubblico su tutta l'area e il comodato gratuito ventennale su una porzione di 640 metri quadrati di Procuratie che resteranno a sua disposizione. L'accordo prevede «l'esclusione delle attività alberghiere», da quelle che potranno essere insediate da Generali negli spazi che tornano a sua disposizione, ma prevede destinazione d'uso commerciale al piano terra, destinazione d'uso direzionale per parte del primo piano e dell'ammezzato attualmente utilizzate direttamente dal Gruppo Generali e destinazione d'uso residenziale per parte del secondo piano e del secondo ammezzato. Ed è qui che saranno realizzati i nuovi alloggi a uso foresteria - al Comune saranno riservati 15 pernottamenti l'anno per i suoi ospiti - il cui numero e dimensione non è precisato, ma è rimandato al progetto di ristrutturazione e riuso che le Generali dovrebbero presentare al Comune e alla Soprintendenza, per iniziare i lavori. Gli alloggi potranno essere realizzati purché collegati alle «attività svolte nell'edificio o comunque funzionali alle esigenze di enti pubblici e soggetti privati insediati e perché non assuma carattere prevalente rispetto all'insieme delle destinazioni d'uso private» degli spazi restanti.(e.t.)