Venice Gardens Foundation avrà in concessione gli spazi per 19 anni, rinnovabili. A finanziare i lavori, sarà Generali. Previste caffetteria, servizi e ripristino dell ponte levatoio. Lavori da maggio a primavera 2018 VENEZIA. Era stato proposto dalla passata Amministrazione anche a Renzo Rosso - che aveva invece poi preferito puntare sul restauro del ponte di Rialto - ma ora il recupero dei Giardini Reali di San Marco, sottraendoli ad anni di degrado, diventa una realtà. È stato presentato infatti ieri - all'interno del neoclassico Padiglione Santi che diventerà uno dei punti di forza del recupero - l'avvio del restauro dell'area verde alle spalle di Piazza San Marco che prenderà il via già a maggio, per concludersi poi nella primavera del 2018. Venezia, rinascono i Giardini Reali: ecco come diventeranno VENEZIA Giardini reali di San Marco pronti a rinascere dopo un abbandono decennale, grazie a un restauro della Venice Gardens Foundation, finanziato dalle Generali. Ecco come diventeranno nel video realizzato dall'artista veneziana Lucia Veronesi. Qui la storia del recupero nelle parole del protagonisti A realizzarlo la Venice Gardens Foundation guidata da Adele Re Rebaudengo e nata proprio a questo scopo - che avrà in concessione gli spazi per 19 anni, rinnovabili - ma con la partnership determinante delle Assicurazioni Generali che copriranno per ora circa 2 milioni e mezzo degli oltre 5 milioni di euro dell'investimento complessivo, godendo anche dei benefici fiscali dell'Art Bonus (detrazione fino al 65 per cento) istituito dal Ministero dei Beni culturali. A presentare l'iniziativa, con Re Rebaudengo ieri c'erano l'amministratore delegato di Generali Philippe Donnet, il sindaco Luigi Brugnaro, il direttore generale dell'Agenzia del Demanio, Roberto Reggi (il "padrone di casa" visto che i Giardini appartengono allo Stato), l'architetto Anna Chiarelli della Soprintendenza di Venezia e i progettisti che cureranno il giardino botanico, Paolo Pejrone, e la parte architettonica, Alberto Torsello, sviluppando il progetto di Carlo Aymonino e Gabriella Barbini. Un progetto fedele e innovativo. I Giardini Reali saranno recuperati rispettando la loro storia, e tuttavia con delle novità: saranno infatti più aperti verso bacino di San Marco e vedranno il ripristino del ponte levatoio che porta al Palazzo della Zecca e alle Procuratìe, passando per il Museo Correr fino alla Piazza. I Giardini Reali erano stati voluti da Napoleone, che intendeva usare come Palazzo Reale le Procuratìe invece di Palazzo Ducale. Il passaggio di Venezia all'Austria aveva bloccato il progetto imperiale ma aveva dato vita - dopo l'abbattimento dei granai trecenteschi che erano in questa zona - a quest'area da 5.500 metri quadrati messi a giardino. Praticamente un parco per Venezia, che è stato vissuto da sempre dalla cittadinanza, per poi degradare progressivamente, diventando luogo per turisti, da utilizzare come area di pic-nic o di riposo. Massimo rispetto dell'esistente, con la valorizzazione degli angoli "segreti", del grande corridoio centrale coperto di glicini, delle serre (con ampio uso di tecnologie innovative). Tra i passaggi fondamentali la restituzione del Padiglione Santi, dove troverà posto la caffetteria, la zona servizi e di controllo. Una struttura che si ritiene garantirà un gettito necessario per la manutenzione dei Giardini. «È venuto il momento di riscoprire le nostre radici» ha detto l'ad di Generali, Philippe Donnet «e rivitalizzare la nostra presenza in questa città. I Giardini sono il primo passo, a cui seguirà il recupero delle Procuratie Vecchie in Piazza San Marco» (vedi articolo a fianco). Un restauro anche botanico. In particolare verrà realizzato il restauro botanico e paesaggistico dei giardini, che punterà sulla semplicità, riprendendo l'idea originaria, austriaca, che era quella di creare un'atmosfera mediterranea, con agrumi e gelsomini, come ha sottolineato anche l'architetto Pejrone. Si rinuncerà invece alla vasca dei pesci rossi e verranno introdotti anche uccelli di laguna. Per quanto riguarda la parte monumentale, saranno invece oggetto di intervento il Padiglione neoclassico di Lorenzo Santi, il pergolato che attraversa i giardini, e la serra, che verrà ripristinata nella struttura, ma adibita ad altro uso (ossia in parte a caffè, annesso al Padiglione, in parte a sede polivalente della Fondazione, e in parte infine a servizi igienici pubblici). Elemento fondamentale del progetto sarà poi appunto il restauro del ponte levatoio che collega i Giardini reali con Piazza San Marco e con il sistema museale dell'area marciana, che permetterà di ripristinare il collegamento diretto con il fronte Bacino. Uno spazio per tutti. L'obiettivo è fare dei "nuovi" Giardini Reali un'area per tutti, sia veneziani sia turisti, risistemando anche gli approdi di fronte ad essi e - grazie al collegamento con la Piazza - restituendoli pienamente all'integrità dell'area marciana. È da capire chi assicurerà il costo complessivo dell'intervento - Generali hanno assicurato per ora metà del costo complessivo - ma proprio la compagnia assicuratrice, anche se nessuno per ora lo dice ufficialmente, potrebbe essere l'unico ente finanziatore.
La Nuova Venezia
8 Aprile 2017
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Venezia, Giardini Reali pronti a rinascere dopo un lungo abbandono
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Enrico Tantucci
La Nuova Venezia
Artista / Persona
Bene culturale
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