BERTIOLO Un orecchino fatto con un filo di bronzo ritorto, a formare quattro cappi: emozione in paese e fra gli appassionati di archeologia per il reperto, restituito dalla necropoli altomedioevale scoperta in località Angoris, in un fondo di proprietà comunale. Un ornamento semplice ma grazioso nel suo genere, che permette di datare la sepoltura circa all'ottavo secolo dopo Cristo per confronti in necropoli di area slovena. L'inumata era giovane, stando alla prima ricognizione dei resti. Il direttore scientifico della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Fvg, archeologa Serena Di Tonto, diffondendo l'immagine dell'orecchino ha dato soddisfazione all'interesse e alla curiosità che si sono creati attorno alla necropoli, trovata casualmente dalla ditta dei fratelli De Sabbata in lavori del futuro centro sportivo Burato. Un solo orecchino, perché? L'altro forse era conservato in famiglia per ricordo: è l'ennesima conferma di una tradizione funeraria che testimonia una profonda sensibilità nel voler mantenere un legame con la persona scomparsa. L'indagine di scavo, svolta dall'esperta Tiziana Cividini su incarico del Comune, si conclude: i quattro scheletri saranno rimossi per essere sottoposti a studio osteologico da parte di specialisti, mentre le tombe saranno ricoperte con geotessuto e di nuovo interrate. Non è ancora deciso se l'indagine anatomopatologica dei lontani antenati bertiolesi si farà all'Università di Udine o altrove. Si attendono altri dati sulle persone inumate, tutti giovani (nessuna meraviglia, l'età media nell'antichità non era elevata), sulle loro abitudini ed eventuali patologie. Non c'è corredo neppure nella terza e quarta sepoltura, le ultime a essere liberate dalla terra attraverso l'ampliamento del sondaggio per circa 2.70 metri, effettuato verso nord con mezzi meccanici messi a disposizione della stessa ditta De Sabbata. Le due nuove sepolture sono alla stessa quota di quelle rinvenute il 21 marzo, sempre in fossa terragna con orientamento est-ovest. La terza risulta leggermente più arretrata rispetto alla trincea aperta per i lavori di fognatura: lo scheletro è conservato per una porzione maggiore rispetto ai primi due, che erano tranciati dalle ruspe al bacino. Anche il terzo morto era avvolto nel sudario, come da posizione rannicchiata delle spalle.