Oggi a Roma si incontrano Buttiglione Domenici: l'Ente lirico paralizzato dal Cda cerca una strada per tornare a funzionare. E la destra paragona il sindaco a Bokassa Botta e risposta a distanza fra il sindaco Leonardo Domenici e i capigruppo della Casa delle Libertà. Al centro delle polemiche del centro destra è sempre la situazione in cui versa il Maggio musicale fiorentino, dopo le dimissioni del soprintendente Giorgio Van Straten e la grave crisi finanziaria dell'Ente lirico. Per oggi è intanto fissato l'incontro fra Domenici e il ministro Buttiglione, come richiesto nella lettera che il sindaco ha scritto ai ministro sullo stallo del Maggio. Sono proprio le lettere a diventare protagoniste di questa vicenda, tutte indirizzate a Buttiglione. Era stato Domenici a scrivere per primo al ministro, poi è toccato ai consiglieri del Cda di nomina governativa e ai soci privati dell'Ente, infine ieri hanno inviato la loro anche i capigruppo del centro destra Paolo Amato, Riccardo Sarra e Mario Razzanelli. L'opposizione della Cdl si scaglia contro Domenici paragonandolo ai dittatori africani Bokassa e Amin, solo perché aveva chiesto una maggiore responsabilità per far uscire il Teatro dalla crisi «non può trattare il Cda come la sua giunta» hanno replicato dal centrodestra. Teatro del Maggio. Oggi Domenici incontra il ministro Buttìglione Gravi offese della Cdl al sindaco paragonato ai dittatori africani Bokassa e Idi Amin Dada UN TRAFFICO di lettere mai visto. Sui tavolo del ministro Rocco Bottiglione, dopo quella del sindaco Leonardo Domenici, a ruota sono giunte anche quelle dei soci privati della Fondazione del Maggio e del vicepresidente del CdA Stefano Bestini sottoscritta anche dai consiglieri di nomina governativa Fabio Uccelli e Girolamo Guicciardini Strozzi. Era stato il sindaco a chiamare in causa per primo il ministro dei Beni Culturali per illustrrargli la situazione di stallo in cui si era venuto a trovare il CdA del Maggio bloccato sulla nomina del nuovo Soprintendente. Quello di oggi potrebbe essere il giorno della verità per capire gli orientamenti di Bottiglione. Per questo pomeriggio è stato infatti fissato a Roma un incontro tra il sindaco e il ministro. Nell'attesa i capigruppo del centrodestra di Palazzo Vecchio Paolo Amato (Forza Italia), Mario Razzanelli (UDC) e Riccardo Sarra (AN) hanno pensato bene dì anticipare il faccia a faccia con una loro lettera. Il linguaggio usato però è completamente diverso rispetto alle gravi accuse rivolte a Domenici «è come Bokassa e Idi Amin Dada» dice Paolo Amato. A parte l'infelice riferimento ai due dittatori cannibali, Amato se la prende anche con i soci privati che si sono rivolti a Buttiglione «basta vedere i firmatari: sono tutte aziende o banche che lavorano direttamente con la sua amministrazione - osserva -. I privati hanno tutti risposto alla chiamata del sindaco. Ci sono anche gli industriali? Questo mi dispiace». In precedenza Leonardo Domenici a margine di una conferenza stampa si era rivolto proprio al gruppo forzista «mi auguro che in questo momento Forza Italia possa recuperare una capacità di iniziativa autonoma sulla questione del Maggio in un ottica di ricerca di convergenza per la soluzione dei problemi e non affidi e non deleghi a nessuno il compito di rappresentanza perché credo che ciò abbia fino adora avuto effetti nefasti». Il riferimento è al veto che hanno posto i membri del Cda di nomina governativa sul nuovo soprintendente (Giambrone) al posto del dimissionario Giorgio Van Straten (lo statuto prevede per la nomina serve una maggioranza qualificata). Certo una volta combinato il guaio oggi gli stessi consiglieri del Cda di riferimento del centro destra cercano di scaricare le colpe sul sindaco. L'impasse potrebbe essere superato solo se la Cdl decidesse di superare le beghe politiche accollandosi le necessarie responsabilità. Ma è bastato ascoltare i capigruppo dell'opposizione per capire come stanno le cose «il sindaco Domenici non può trattare il Cda del Maggio come fosse la sua giunta» tuonano Amato, Sarra e Razzanelli. La rottura è dunque definitiva? Non pare proprio così. A parte le schermaglie dialettiche, Forza Italia è pronta ad incontrare Domenici «non ci ha mai convocato» conclude Paolo Amato.
Maggio, il giorno della verità
Oggi a Roma si incontrano il sindaco di Firenze Leonardo Domenici e il ministro dei Beni Culturali Rocco Buttiglione per discutere della situazione del Maggio musicale fiorentino, un'entità lirica paralizzata dal Cda. La crisi finanziaria e la mancanza di un nuovo soprintendente hanno causato polemiche, con la destra paragonando Domenici a dittatori africani. I capigruppo del centrodestra hanno inviato lettere a Buttiglione, mentre il sindaco ha scritto una lettera al ministro. L'incontro tra Domenici e Buttiglione potrebbe essere il giorno della verità per capire gli orientamenti del ministro.
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