Nuovo, importante rinvenimento di Bruno Trevisan sul greto all'altezza di Rosa vecchia. Il sindaco: «Un simbolo da valorizzare» SAN VITO. Una quercia fossilizzata risalente a circa 3.200 anni fa: è l'ultima scoperta del sanvitese Bruno Trevisan. Ha scovato il tronco sul greto del Tagliamento. La quercia è stata affidata al Comune, che ha fatto analizzare due campioni al Centro di datazione e diagnostica del dipartimento di matematica e fisica dell'università del Salento (Lecce). La datazione al radiocarbonio non ha lasciato dubbi sull'età del fossile, lungo 8 metri e pesante 15 quintali. Ora si pensa a come valorizzarlo, in quanto è uno dei simboli del passato di San Vito. La scoperta. Trevisan, 80 anni, non è nuovo a scoperte in campo archeologico. Un anno fa, il Messaggero Veneto aveva raccontato uno dei suoi rinvenimenti più preziosi: cinque buste di sementi datate 1896, trovate in un casolare abbandonato. Per gli esperti, era stata una scoperta importante dal punto di vista della storia dell'agricoltura italiana. Dagli anni Settanta, Trevisan colleziona documenti e oggetti di ogni genere, soprattutto di storia locale. E spesso si è imbattuto in reperti archeologici. Tra le aree che spesso perlustra con l'inseparabile cane Gustavo c'è il Tagliamento, in particolare l'ambito di Rosa vecchia. Ed è lì che, nel maggio 2016, si è imbattuto nella quercia millenaria. «E' affiorata con la piena di novembre 2015 o con quella della primavera 2016 racconta . Camminando sui sassi, a circa 400 metri dalla sponda, ho notato quell'ammasso particolare. Tolti rami ed erbacce, è uscito il tronco. Grazie a Ghiaie Ponte rosso è poi stato trasportato sulla sponda». L'analisi. Il Comune, contattato da Trevisan, l'ha poi prelevato per portarlo al magazzino municipale. Era agosto 2016. Prima però, un imprevisto. «Ad alcuni giorni dal trasporto sulla sponda continua Trevisan , nonostante il tronco fosse nascosto per evitare che qualcuno lo danneggiasse, circa 3 metri ne erano stati asportati, forse trascinati da un fuoristrada. Ho recuperato la porzione "scomparsa", che potrà essere riattaccata. Era nel greto: qualcuno aveva tentato di bruciarla ma, in quanto fossile, senza successo». Il Comune ha disposto le analisi e coinvolto il direttore scientifico della sezione archeologica del museo De Rocco, Giovanni Tasca, e la soprintendenza. E' arrivata la conferma che la quercia parla del lontano passato di San Vito: risale al 1200 avanti Cristo. Scoperta significativa e simbolica anche secondo Tasca. La valorizzazione. Il sindaco Antonio Di Bisceglie ha ringraziato pubblicamente Trevisan alla presentazione del volume "Metalli antichi del museo di San Vito". Di Bisceglie, con il soprintendente Corrado Azzollini, ha convenuto che «occorre conservare il tronco, confrontandoci anche con le università. Con la soprintendenza continua Di Bisceglie concorderemo il progetto per valorizzarlo». Potrebbe essere posto dentro o fuori (dipenderà dalle modalità di conservazione) del castello, sede del museo del territorio, o di palazzo Rota: «E' un elemento identificativo di San Vito».