fedecarlhotmail.it Con le nuove regole per il reclutamento dei docenti io, senza i 36 mesi, sono equiparato a un neolaureato mai salito in cattedra. Peccato che ho lavorato già 2 anni e mezzo. Dopo la possibile vittoria di concorso mi ritroverò a fare quello che già faccio ora come precario, ma con uno stipendio lordo di 660 euro, per imparare un lavoro che già svolgo ho svolto. Quanto alla cancellazione della "supplentite", se vengo attualmente reclutato su spezzone orario, significa forse che nessuno ha i miei titoli. Ebbene, nei miei 3 anni di formazione del Fit (Formazione inserimento e tirocinio), chi svolgerà tale lavoro? Altri "disperati" come me dalla III fascia? E cosa succederà alla fine dei 3 anni di formazione? Leggo di "assunzione su posto vacante". E se il posto vacante come al solito non ci sarà? Sarò sbattuto senza stipendio in una nuova graduatoria a esaurimento? Lettera firmata Sono stati pubblicati i risultati dell'Asn, l'abilitazione scientifica nazionale, che dovrebbe garantire una valutazione meritocratica di ricercatori e professori. Nel mio settore il 100 dei candidati che provenivano da una sede di uno dei commissari sono stati "promossi", mentre degli altri meno del 40. Una coincidenza? Alcuni candidati avevano pubblicato insieme ai commissari. Il numero delle pubblicazioni è stato ignorato: averne 10 o 40 era uguale. Per chi è già strutturato tutto ciò è avvilente, si continua a lavorare e si attende la prossima occasione, ma per i ricercatori precari significa rischiare di essere esclusi, dopo anni di lavoro, decine di pubblicazioni e progetti internazionali, attività di didattica e ricerca in mezza Europa. San Miniato (Pisa) Molti riversano sull'euro la colpa della crisi. Vorrei ricordare cosa accadde all'entrata in vigore di questa moneta. Molte nazioni, come la Francia e la Germania, sugli scontrini, sotto il prezzo in euro, misero il corrispondente della vecchia moneta. Lo posso assicurare perché a quei tempi viaggiavo molto per lavoro. L'Italia non lo fece. Alcuni negozi, bar, ristoranti quasi raddoppiarono i prezzi. Ora demagoghi e populisti vorrebbero addossare la colpa all'euro? Studenti al museo lo sconto è variabile Lucia Travaini Milano Giovedì sono andata alla Pinacoteca di Brera con due miei studenti del corso di laurea in Storia della Statale di Milano, presso la quale insegno. Sollecito sempre gli studenti a visitare monumenti, chiese e musei per immaginare lo spazio visivo della "storia" che studiano. Abbiamo scoperto che gli studenti universitari di Storia non hanno diritto a riduzioni, diversamente da quelli di Architettura e Beni culturali. Sul biglietto si legge tuttavia che siamo in territorio di una Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici (anche storici quindi). La storia è un'aliena? Si rinuncia a coltivare visitatori per il futuro pur fare cassa immediata? E gli studenti di medicina o matematica? Federico Carlesso