Il sottosegretario ai Beni culturali spiega che cosa proporrà "Non si possono chiedere modifiche e scaricare su altri i costi aggiuntivi. Voglio capire se c'è la volontà di andare avanti. A partire dagli atti concreti" Il sovrintendente Jacobitti non coordinerà più i lavori di ricostruzione del Petruzzeili; ONOREVOLE Nicola Bono, perché? «Il sovrintendente Jacobitti è stato rimosso. Non ho altro da dire». Ha deciso ventiquattr'ore prima di incontrare il sindaco di Bari e il presidente della Regione Puglia. Un motivo ci sarà. «Dirò tutto domani (oggi, ndr)». Nicola Bono, sottosegretario ai Beni culturali, si prepara al vertice convocato per oggi al ministero mostrando il pugno di ferro. È convinto che ci siano i fondi sufficienti per ricostruire il teatro e vuole che anche il sindaco di Bari e il presidente della Regione Puglia ne prendano atto. Anche se è il primo a sapere che le distanze restano abissali. Nella sua ultima visita a Bari lei ha detto che il teatro Petruzzelli potrebbe riaprire a Natale del 2007. Il Comune di Bari e la Regione Puglia hanno alcune perplessità. Che cosa dirà al sindaco Emiliano e al presidente Vendola? «La mia posizione è nota da tempo. Voglio verificare di persona se esiste la volontà degli enti territoriali di superare incomprensioni dovute ad interpretazioni soggettive. Voglio capire se c'è la disponibilità a rispettare senza ulteriori rinvii adempimenti già definiti». Sta parlando dei 16,5 milioni che devono versare Regione, Provincia e Comune per ricostruire il teatro? «I soldi sono quelli e devono essere messi a disposizione, se si vuole avviare la gara d'appalto. La Provincia l'ha già fatto. Ho sentito parlare di proposte alternative, ma dev'essere chiaro che tutto dev'essere coerente con il protocollo d'intesa sottoscritto il 7 dicembre 2004, cui non è seguita la firma della convenzione. Bisogna capire perché quel documento non è stato sottoscritto». Forse perché c'è qualche perplessità sul progetto e sui costi dell'operazione. «Esiste un progetto approvato, se ne conoscono i costi che non sono suscettibili di modifica. Se qualcuno vuole cambiare il progetto deve farsi carico dei costi aggiuntivi. Se il progetto non va bene, si può modificare. Però, ci vorrà più tempo e anche più denaro. Questo dev'essere chiaro». Comune e Regione temono che i costi di ricostruzione siano più elevati. «Con i 20,8 milioni disponibili siamo in grado di concludere i lavori. Ci vorranno altri 3-4 milioni per gli arredi, ma non sono un problema. In ogni caso,il progetto si può cambiare, ma chi vuole cambiarlo deve assumersene le responsabilità. Non si possono chiedere modifiche e pretendere di scaricare su altri i costi aggiuntivi». Conferma la data di Natale 2007? «Sì, ma bisogna partire subito. Il tempo è un fattore fondamentale. L'ho spiegato più volte a chi spingeva perché il teatro fosse espropriato. La mia non è una posizione di principio, ma di logica e di buonsenso. Si deve ricostruire il teatro com'era e dov'era. Chi non vuole farlo, deve assumersi le responsabilità, senza nascondersi o cercare alibi. Voglio capire se c'è la volontà di andare avanti. A partire dagli atti concreti, come la firma della convenzione. La Provincia si è già mossa in questa direzione».