Indossare gli occhiali e tuffarsi nell'acqua. La «realtà aumentata» entra alla Carrara grazie a un nuovo progetto che prevede appunto l'utilizzo di occhiali speciali, indossati i quali si possono guardare sedici opere ispirate all'acqua (dal Canal Grande di Canaletto alla Marina in burrasca di Peruzzini) accompagnati da informazioni e animazioni tridimensionali. Di che colore è l'acqua? Di molteplici sfumature, viste e ascoltate durante l'esperienza sensoriale di Viaggi d'Acqua, percorso di realtà aumentata nella pittura da oggi attivo alla Carrara. Se l'arte amplia di per sé gli orizzonti, indossando un paio di occhiali multimediali i punti di vista si moltiplicano. Una volta messi gli smart-glass, con tecnologia ideata da ARtGlass, collegati a una base simile a uno smartphone e a delle cuffiette, il consiglio è guardare ciò che appare dai dispositivi stereoscopici osservando il muro o il pavimento vicino all'opera raccontata da parole visive. Ha inizio un film parallelo accanto a sedici dipinti della pinacoteca, indicati con un adesivo specifico e scelti per la presenza di riferimenti all'acqua. Come fossero audioguide visive, gli occhiali guidano in un viaggio fatto di dettagli, tridimensionali e ingranditi, di approfondimenti di storia dell'arte e non solo, di animazioni che danno vita all'opera. «È un esperimento di circa 40 minuti spiega Emanuela Daffra, ex direttrice della Carrara e ideatrice del percorso di realtà aumentata insieme a Daria Tonzig, voce narrante . Fu proposto da ARtGlass in autunno per la mostra di Lotto, ma non c'erano i tempi. Chiesi che la proposta potesse riguardare l'intero patrimonio museale. Questo dell'acqua è il primo dei tanti percorsi da attivare in Carrara. Potrebbe essere una linea editoriale da percorrere». L'iniziativa, finanziata da Uniacque, per un importo di 10 mila euro nell'ambito di L'Acqua di casa, progetto culturale curato da Maria Cristina Rodeschini per il decennale dell'azienda, è «un percorso da testare e che potrà essere implementato da altre informazioni», aggiunge la direttrice della pinacoteca. Attualmente il museo ha in dotazione 10 occhiali, noleggiabili a 3 euro. «In fase sperimentale si parte da un numero ridotto dice Antonio Scuderi, amministratore delegato di ARtGlass . Questo esperimento è il primo al mondo per quantità di dipinti coinvolti in un percorso tematico specifico». Più ci si immerge nel viaggio più si entra in empatia con le tele, quasi percependone l'umore, grazie alla narrazione dalla tensione teatrale, che rimanda da un'opera all'altra. Si passa dai San Gerolamo e Sant'Alessio di Schiavane alla Madonna del Latte di Bergognone, limpido gioco di specchi in cui la freschezza del paesaggio si dissolve nella bellezza candida del volto della Vergine. Dalla Sacra Famiglia di Lotto si passa al Ritratto di gentiluomo di Melone che ferma il temporale sulla tela e il cielo tormentato diventa specchio dell'animo inquieto dell'uomo in primo piano. La musica di Monteverdi della narrazione del Paesaggio con Orfeo di Savery invita a osservare i dettagli e favoleggiare. Nel Canal Grande di Canaletto l'attenzione si fissa sulla luce piena di acque addomesticate, mentre nella Marina in burrasca di Peruzzini tutto è in movimento, come «il naufragar me dolce in questo mare» dell'inquieto Torquato Tasso a Venezia, immortalato da Loverini. Il viaggio termina nelle acque di casa, tra la cascata del Serio e lo zampillo vivace della fontana del Contarini .