Oltre quattro ore di discussione a porte chiuse ma, almeno per il momento, nessuna reale conclusione all'orizzonte: il confronto tra sigle sindacali, rsu e amministrazione cittadina, impegnati a valutare le diverse proposte sul tema del contratto integrativo decentrato per i dipendenti comunali, ieri pomeriggio si è concluso con un nulla di fatto, alimentando di conseguenza il malcontento tra le fila delle parti sociali, già sul piede di guerra per via delle recenti disposizioni a proposito di valutazione del personale e riconoscimenti produttivi. Incontratisi nella sala della Giunta alle 14, Rsu, Fp Cgil, Uil Fpl, Csa, Diccap e Cobas (assente la Cisl, che porta avanti una sua linea alternativa) si sono schierati di fronte agli assessori Michele Zuin e Paolo Romor. Già dopo mezz'ora, quando l'amministrazione ha chiesto la prima sospensiva, è però apparso chiaro che il dialogo sarebbe stato difficoltoso: «È inaccettabile l'atteggiamento del Comune, che respinge la possibilità di discutere la piattaforma presentata da noi spiegano i sindacati I lavoratori devono sapere che l'amministrazione ha solo riproposto i contenuti dell'atto unilaterale già presentato, senza affrontare la possibilità di un vero decentrato normo economico. In pratica si nega al tavolo di trattativa il ruolo di confronto e discussione tra le parti». La trattativa è stata sospesa all'articolo 2 per riprendere solo domani, intanto i sindacati fanno sapere che in pochi giorni sono già stati inviati quasi quattrocento ricorsi contro le valutazioni del personale come pensate da Ca' Farsetti. L'altro fronte sindacale aperto è quello dei Musei civici e dei lavoratori esterni in attesa di sapere che ne sarà del loro futuro. La gara d'appalto è stata pubblicata ma della clausola sociale non si è vista traccia. Un comportamento legittimo sul fronte legale (lo permette il nuovo codice degli appalti) ma che lascia i 450 lavoratori coinvolti nel dubbio. «Non una dimenticanza ma una precisa scelta in spregio ai diritti dei lavoratori dato che due settimane fa avevamo posto questo problema con un'interpellanza» dice Monica Sambo del Pd. A farsi sentire ieri anche il segretario generale della Cgil di Venezia Enrico Piron: «Le lavoratrici e lavoratori dei Musei Civici stanno lottando per conservare il posto di lavoro e per avere garanzie sul loro futuro occupazionale in una realtà che non è certo in crisi dice Piron - il diritto dei lavoratori di conservare il proprio posto di lavoro, a prescindere dalle vicende imprenditoriali che determinano la cessazione di un appalto assegnato ad altri soggetti non deve essere messo in discussione».