Il sindaco Giuseppe Sala aveva offerto l'aiuto di Palazzo Marino sulla Grande Brera. «Mi era stato detto che era tutto sotto controllo». Il giorno dopo la bocciatura dell'intesa da parte di professori e studenti Sala rivela alcuni passaggi avvenuti nei mesi scorsi. Sala aveva offerto l'aiuto del Comune sulla Grande Brera. Il giorno dopo la bocciatura di professori e studenti dell'intesa, il sindaco interviene nella vicenda e rivela alcuni passaggi avvenuti dei mesi scorsi. Il consiglio accademico di Brera ha appena votato contro la bozza di protocollo, da siglare con Pinacoteca e Governo, per la nascita della Grande Brera. Si tratta, dunque, di un possibile alt all'erogazione dei fondi necessari, ma il sindaco ci tiene a precisare la posizione di Palazzo Marino. «È chiaro che Brera non è qualcosa di direttamente riconducibile al Comune, ma al governo e al ministero sottolinea Beppe Sala Ma pochi giorni dopo essere diventato sindaco offrii al direttore di Brera un aiuto del Comune perché la situazione mi sembrava complicata. Mi era stato detto che era tutto sotto controllo. Infatti...». La presidente Livia Pomodoro non è riuscita a convincere i professori ad approvare l'ipotesi di accordo con Roma e la Pinacoteca per sbloccare, dopo tanto tempo, i trenta milioni di finanziamenti statali. Davanti ai docenti riuniti, che avevano ipotizzato persino di sfiduciarla se avesse voluto firmare quel protocollo senza il loro consenso, la Pomodoro ha poi detto che si atterrà a quanto deciso dal Consiglio. Le condizioni poste dal ministero dei Beni e delle Attività culturali per erogare i contributi sono state bocciate dai professori. In particolare, gli insegnanti hanno detto no alla cessione delle aule 39, 40, e 41, all'approvazione del progetto per far posto a un grande ascensore, anche per disabili «di cui la Pinacoteca ha peraltro urgente bisogno». Si torna così indietro di mesi. La convenzione del 2008 è scaduta alla fine del 2015 e il rischio ora è di perdere i contributi statali messi a disposizione dal Cipe, sia per gli interventi alla caserma XXIV Maggio sia per quelli per i cantieri a Brera e Palazzo Citterio. Sulla vicenda anche gli studenti hanno fatto sentire la propria voce, esponendo striscioni contro il trasferimento e la cessione di aule. Oggi Accademia e Pinacoteca convivono, ma entrambe hanno bisogno di spazio. In particolare l'Accademia, con 400 docenti e 4.000 studenti, non può fare a meno di un campus moderno. E nuovi servizi sono assolutamente necessari per la Pinacoteca.