La presidente dell'Accademia delle Belle arti Livia Pomodoro rompe gli indugi sulla Grande Brera, progetto in stallo da molto tempo. E pur di non perdere i 30 milioni di contributi statali dà la disponibilità a firmare un protocollo d'intesa che prevede tra l'altro la cessione alla Pinacoteca delle aule 39, 40 e 41 subito, «appena approvato il progetto esecutivo», e in seguito anche della ex chiesa. Condizioni, queste, richieste dal ministero dei Beni culturali come imprescindibili per erogare il finanziamento. «La presidente firmerà entro metà aprile», fanno sapere i suoi stretti collaboratori. In queste ore si cerca di raccogliere il consenso più ampio possibile, ma per il momento manca l'approvazione da parte del Consiglio accademico. Secondo alcuni la presidente Pomodoro potrebbe persino firmare in opposizione a quest'ultimo: ipotesi certo non auspicabile ma nemmeno peregrina, visto che molti professori si dicono già pronti a dare battaglia. In Accademia domani è previsto un incontro tra presidente, direzione e consiglieri. Il 12 è fissato il Cda. Secondo i piani le tre aule, che oggi ospitano la scuola Terapeutica artistica, lascerebbero il posto ai servizi tecnici e all'ascensore della nuova Brera. Più incerto il destino della ex chiesa di Santa Maria, in posizione cruciale perché porta verso l'Orto botanico e Palazzo Citterio: ci sarebbe già pronto il progetto dell'architetto Mario Bellini, ma l'intenzione pare procedere in modo diverso. «Si pensa a un percorso museale ed espositivo con eventi che possano eventualmente coinvolgere anche la scuola di scenografia, oggi di casa», si legge nella bozza di protocollo aggiornata. Certo l'impasse non può continuare: il rischio concreto è che Roma dirotti altrove i fondi. Ma la Pinacoteca deve dotarsi di spazi e servizi all'altezza delle opere custodite e gli studenti hanno urgenza di stanze moderne. «Moltissime aule non rispettano neppure le norme di igiene e sicurezza, se qualcuno venisse a fare un'ispezione Brera chiuderebbe il giorno dopo», tuona il presidente degli Amici di Brera Aldo Bassetti. «Milano aggiunge merita di valorizzare meglio i suoi spazi monumentali e le risorse accademiche, bisogna fare in fretta. La ristrutturazione della caserma XXIV Maggio, che dovrebbe diventare il campus delle belle arti, impegnerà anni. D'altro canto a studenti e professori va garantita la continuità didattica. La necessità di trovare luoghi adeguati deve essere priorità».