Gli acquisti in blocco delle agenzie specializzate sbancano il mercato Il braccio di ferro con i bagarini è vinto a metà. Fuori dal Cenacolo non ce n'è traccia. Ma la vendita online di ticket a prezzi decuplicati richiede una strategia più complessa. Non sono bastate le denunce e l'alleanza stretta della direzione del museo con la Guardia di finanza a tarpare le ali agli operatori che acquistano biglietti in blocco dal concessionario ufficiale (Vivaticket.it), per poi rivenderli con servizi aggiuntivi (guida turistica inclusa) così da giustificare la maggiorazione della spesa. «Non possono essere equiparati a bagarini precisa il direttore del Polo museale regionale Stefano L'Occaso . E nonostante la legge di Stabilità, con il comma 545, ci dia strumenti nuovi per difenderci da questo assedio, manca ancora il decreto attuativo». Ieri pomeriggio, il canale di prenotazione ufficiale offriva un'unica possibilità di ingresso al Refettorio di Santa Maria delle Grazie, che ospita il Cenacolo vinciano: sabato 20 aprile, tre posti, ore 14.15. Tutte le altre date sono «Sold out» (tutto esaurito), con prenotazioni che si riapriranno il 19 aprile per i mesi di luglio e agosto. Salvo rivolgersi, appunto, alla Rete. Uscire dall'impasse è possibile solo «aumentando gli ingressi al Refettorio». Percorso in minima parte già avviato: i gruppi da qualche mese sono passati da 25 persone ogni 15 minuti a 30. Quei 5 ingressi in più ogni quarto d'ora il Museo ha deciso di non consegnarli a Vivaticket, ma di metterli direttamente a disposizione del pubblico attraverso la propria biglietteria, ogni mattina alle 8. Biglietteria tra l'altro ricostruita ex novo, adiacente al vecchio ingresso, con un'attenzione ai più giovani visitatori, agli studenti, e con caratteri di stampa (i cosiddetti «font») che facilitano la lettura alla popolazione di dislessici. Il paradosso di una vendita online che non tutela né il Museo né i visitatori, perché cannibalizzata da decine di agenzie che s'accaparrano i biglietti, facendo lievitare i prezzi, potrebbe avere i giorni contati. «Abbiamo ereditato una concessione di 8 anni che è ormai in scadenza. Entro l'estate si cambia. Stiamo lavorando ad un bando innovativo aggiunge la direttrice del Cenacolo, Chiara Rostagno , con la consulenza della Bocconi». Domani, intanto, aprirà il primo lotto del cantiere da 1 milione di euro (metà finanziato dal ministero della Cultura, metà dallo sponsor Eataly) che entro la fine dell'anno porterà ad installare due nuove unità di trattamento dell'aria. Gli impianti consentiranno così di triplicare l'immissione di aria pulita (da 3.500 metri cubiora a 10 mila) nel Refettorio con l'obiettivo di aumentare gli ingressi. Il trattamento dell'aria è un'operazione fondamentale per preservare la fragile opera di Leonardo dalle aggressioni del particolato atmosferico. Per questa ragione, attualmente, le 1.320 persone che ogni giorno visitano il Cenacolo, prima di accedere al Refettorio sono sottoposte ad una sorta di spazzolatura: passano cioè sotto getti d'aria il cui compito è eliminare quante più particelle di polveri sottili possibile. Dal 2016, il Cenacolo senza clamore è diventato un centro di ricerca avanzato. Lo staff di ricerca del Museo lavora sotto traccia con ricercatori del Cnr, della Bicocca, dell'Università di Bologna e dell'Istituto superiore del restauro. Alla ricerca del «clima perfetto», che consenta al dipinto di vincere le sfide del tempo. Strumentazioni sofisticate si trovano dietro al muro dipinto da Leonardo, invisibili al pubblico: uno spazio di poche decine di metri quadrati è il cervello di un laboratorio diffuso che mette in rete i migliori laboratori dove si studiano la fluidodinamica ma anche gli eventi sismici. Il giorno dopo il terremoto di Amatrice è stato qui collocato un sensore che registra i movimenti impercettibili. Perché il Cenacolo respira. Da Brera, sono di recente arrivati gli archivi con trent'anni di osservazioni scientifiche sull'opera. Presto si aggiungeranno i dati sullo studio della qualità atmosferica che il professor Ezio Bertacchini sta elaborando con la Bicocca. Si prelevano campioni del particolato portato dalle persone nel Refettorio, con l'obiettivo di determinarne il «punto di liquescenza» (quando la componente ionica del Pm10 va in soluzione diventando aggressiva per un dipinto). E si esegue il monitoraggio in continuo di altri agenti incriminati, come l'ammoniaca. Anche il profumo di un visitatore può condizionare il «clima perfetto».