L'INTERVISTA ROSSELLA REA, L'ESPERTA DELLA SOPRINTENDENZA ROMA. Dottoressa Rossella Rea, responsabile dell'area per la Soprintendenza statale e direttrice degli scavi, complimenti per il risultato. Ma sei anni di ritardo per la stazionemuseo sono colpa ancora una volta dell'archeologia? «Su San Giovanni non ci sono stati ritardi dovuti agli scavi. Abbiamo marciato di pari passo ai lavori degli operai». Dal 2010 al 2013 avete tirato alle lunghe con le vostre indagini. «Quando Metro C realizzava i grandi solai, ci siamo dovuti fermare e si è trattato di periodi brevi. Ma le dirò un'altra cosa». Prego. «Grazie ai trecento carotaggi, il primo dei quali del 2004, abbiamo messo a punto un prontuario, che è diventato anche un libro, in base al quale abbiamo potuto capire dove intervenire con le mani, ad esempio nello strato d'età imperiale, e dove invece con la ruspa, grande o piccola. In questo modo, nessun ritardo da parte nostra. Tutto pianificato». Contenta dell'allestimento? «La stazione di San Giovanni è una mia creatura - dice l'archeologa che dirige il Colosseo -.La Metro C nasceva come metro archeologica. Che almeno San Giovanni lo sia mi dà una grande soddisfazione». La scoperta più eclatante? «Beh, indubbiamente la vasca idraulica ricoperta in coccio pesto: la più grande dell'antica Roma». Però l'avete fatta demolire? «È stata smontata, salvata. Né senza la metro l'avremmo trovata. Noi al massimo andiamo a -9 metri di profondità ». La metro A negli anni '70 la distrusse e basta. «Sì, ma era un'altra era della tutela. Oggi non accade più». ( c. a. b.)