PALAZZO d'Accursio li ha stanziati includendoli in una voce del del primo adeguamento 2017 al programma triennale dei lavori pubblici. La statua appartiene alla Curia che l'affidò al Comune, come detto, nel 2001 per essere collocata in piazza Ravegnana. Il prestito prevedeva tuttavia l'impegno da parte dello stesso Comune di restituirla riportandola all'interno della Basilica. In quell'occasione si sarebbe provveduto a realizzare un duplicato per non lasciare vuoto il piedistallo sotto la Garisenda. Tuttavia, di rimando in rimando, l'impegno è sempre slittato. Solo nel 2015 si ricominciò a parlare del duplicato. L'estate scorsa una scritta oltraggiosa ai piedi del Santo riportò all'attualità il trasloco dell'originale. Qualcuno scrisse "Allah akhbar" creando apprensione sul possibile danneggiamento della statua. La vicenda di quest'ultima è piuttosto travagliata. All'atto della collocazione là dove si trova ora, il conte Vincenzo Ranuzzi ne rivendicò la proprietà. A restituire l'opera alla città pensò un parente, Federico Ranuzzi, "ventesimo conte della Porretta", il quale, a nome della famiglia, dichiarò di volerla donare alla città. Dalla diatriba sulla proprietà l'ha spuntata la Curia, che poi affidò la statua a palazzo d'Accursio. Ora dovrà pertanto essere realizzato il duplicato, impresa che già fu abbozzata nel 2015 quando il Comune si accordò con la Soprintendenza per la riproduzione. All'epoca vennero anche stanziati 24mila euro.