PUÒ bastare un ascensore a migliorare l'-I-talia? Anche, visto che il nuovo impianto di Villa Scassi inaugurato tre mesi fa, il 29 dicembre, è stato inserito tra i 60 progetti cofinanziati dall'Unione Europea e dichiarati, in occasione dei 60 anni dai Trattati di Roma, quelli che hanno migliorato l'Italia. Di sicuro, migliora la vita dei tanti che a Sampierdarena in questi tre mesi lo hanno utilizzato, tra via Cantore e l'ospedale di villa Scassi e, oltre, verso corso Magellano: una media, ancora da stimare, di 20 mila passaggi al mese. «Una gran bella soddisfazione, soprattutto perché si tratta di un impianto all'avanguardia, praticamente unico in Italia, modello per nuove strutture del genere» ammette Anna Maria Dagnino, assessora alla Mobilità, mentre dalla cabina rossa entrano ed escono decine di persone. Un nuovo, importante pezzo della città in salita, che garantisce 6,1 milioni di passaggi l'anno, di quella rete di ascensori e funicolari che regalano a Genova una identità trasportistica tutta particolare, dal valore sociale indubbio ma anche dalle opportunità turistiche, non ancora abbastanza conosciute e sfruttate. Otto anni senza l'ascensore di Villa Scassi (ora la vecchia struttura di arrivo sarà con tutta probabilità ceduta all'Ospedale per utilizzazioni da definire), poi il reperimento delle risorse circa 5 milioni di euro e infine una vera corsa a ostacoli per realizzarlo. «Abbiamo dovuto affrontare problemi di ogni tipo, anche storico-archeologici perché lo scavo è collocato sotto una villa del Cinquecento » sospira Anna Maria Dagnino, in questo caso nell'identità divisa di assessore e già docente di storia dell'arte. Poi, però, si sono trovate le soluzioni e soprattutto si è sperimentata la tecnologia messa a punto dalla società Maspero che, come spiega Daniele Busallino, direttore d'esercizio degli impianti speciali Amt, è così innovativa da essere stata valutata da una specifica commissione costituita presso il Ministero dei Trasporti. «Si tratta di un impianto a inclinazione variabile, diversamente da quello di Montegalletto aperto nel 2004, con la galleria percorsa in orizzontale e poi l'incastro con la cabina che sale nel pozzo, qui c'è un solo motore e un binario che sale in curva. Quasi fosse una funivia ». La cabina si è riempita, le funi si tendono e, terminato il tratto orizzontale, il binario si incurva e la cabina stessa si inclina seguendolo sino alla stazione di monte, 80 secondi. La cabina si svuota e torna a riempirsi, così tutti i giorni: l'impianto, da lunedì 3 aprile allunga gli orari (dalle 6.15 alle 20.55) ma ancora resta fermo la domenica. Problemi di costi rispetto al numero di utenti? Almeno per ora sì. Il problema della gestione degli impianti speciali, ammette Anna Maria Dagnino, è probabilmente quello più serio che Amt dovrà affrontare: una gara ad hoc è prevista entro la fine del 2018. In un'altra parte della città, a Quezzi, un diverso impianto è già entrato da fine 2014 nelle abitudini e nel cuore di chi abita nella zona e in cento secondi da via Pinetti sale fino alla parte finale di via Susanna Fontanarossa, dove l'aria è già di campagna. In un anno ha fatto registrare 250 mila passaggi; particolarmente apprezzati la facilità di accesso, anche per le molte persone anziane della zona, anche se all'inizio molti temevano che sarebbero stati cancellati i bus che percorrono le strade fino a piazza Santa Maria di Quezzi, «ma ora hanno visto che il sistema è integrato e, anzi, permette di raggiungere più velocemente il centro" dice l'assessora. Di rilievo le caratteristiche tecniche e, non secondariamente, quel volo tra cielo e campagna di un minuto e mezzo. Uscita dalla trincea della stazione di base, infatti, la cabina a inclinazione variabile sale attraverso fasce coltivate».