La conclusione del Mose slitta di tre anni. La consegna definitiva delle opere collaudate si farà soltanto il 31 dicembre 2021, gli impianti definitivi saranno ultimati il 30 giugno 2020 e quindi il Mose entrerà a regime solo nel 2022. Anche se il termine delle opere è previsto il 31 dicembre 2018, la posa delle paratoie entro il prossimo giugno. E' quanto stabilito dall'atto firmato ieri mattina fra Provveditorato alle opere pubbliche e Consorzio Venezia Nuova. Con l'obiettivo si legge nel documento, «di garantire il completamento del sistema Mose entro una tempistica certa, l'avviamento della gestione e la certezza delle risorse». Intanto il Provveditorato prende posizione anche sull'idea del nuovo porto commerciale a Malamocco lanciando la idea di un grande parco a Santa Maria del Mare. «Perché in quell'area già problematica per la navigazione, vista la presenza delle paratoie del Mose e della conca, aggiungere alte navi potrebbe aumentare i problemi». E' una frenata importante quella che arriva dal presidente del Provveditorato alle Opere pubbliche Roberto Linetti sull'idea di Comune e Porto di attrezzare un "mini off shore" nella bocca di Malamocco, utilizzando il grande cantiere per i cassoni del Mose, oggi abbandonato, come area di deposito per i container. Linetti dice di non avere ancora visto alcun progetto. «Su quello daremo un parere insieme alla Soprintendenza», dice, «credo che senza demolire il cantiere si risparmierebbero fondi preziosi, che ci servono per altri interventi. Ma la destinazione deve essere a verde, per compensare il danno ambientale subito dal territorio. Altrimenti andremo avanti con la demolizione». Intanto fanno discutere le dimissioni, anticipate ieri dalla Nuova, del commissario straordinario del Mose Luigi Magistro. "Ragioni personali" ha detto l'ex colonnello della Finanza inviato in laguna da Cantone due anni e mezzo fa in pieno scandalo Mose a guidare il Consorzio Venezia Nuova commissariato. Certo, ma anche molte delusioni per una diffide opera di moralizzazione, avviata nel dicembre del 2014, che trova ostacoli. Ma Magistro ha preso la sua decisione. Che conferma. «Qualche giorno per completare alcune attività con i colleghi, poi le dimissioni si concretizzeranno», si limita a dire. Nessun commento dall'Autorità Anticorruzione di Cantone. «Dispiace perché era un giusto funzionario dello Stato», dice Linetti, «speriamo che questo non significhi altri problemi per la salvaguardia e il progetto Mose». Restano al loro posto a guidare il Consorzio commissariato gli altri due commissari nominati dall'Anticorruzione, l'avvocato dello Stato Giuseppe Fiengo e l'ingegnere Francesco Ossola. Per sistemare i tanti guai della grande opera da 6 miliardi di euro e far ripartire i lavori a pieno ritmo.