«Un abuso edilizio». Così Forza Italia, M5S e Lega avevano definito la costruzione eretta in piazza Sordello per proteggere e conservare i mosaici romani emersi durante gli scavi. Il motivo? Il muro di cinta non rispetterebbe la distanza minima di 10 metri dalla parete della questura (lato est della piazza) e da quella di via Tazzoli (lato sud), prevista dalla legge regionale 12 del 2005. L'intera domus, inoltre, non rispetterebbe anche l'allineamento con il lato nord di via Tazzoli. Adesso questa accusa Longfils e Baschieri (Forza Italia), Annaloro e Tonelli (Cinque Stelle) e Zera (Lega nord) l'hanno messa per iscritto in un'interrogazione a cui chiedono di rispondere, sempre per iscritto, al sindaco Mattia Palazzi. Perché non sia stato possibile rispettare sia la distanza dai muri (5.40 metri da quello dell'hotel di Bianchi, 6.70 da quello della questura, le misure fatte dai proponenti) che l'allineamento con via Tazzoli è la prima domanda. Il Comune potrebbe sanare l'abuso edilizio con una delibera del consiglio comunale, «con la possibilità, a compensazione, di un'eventuale riduzione e limatura dei muretti di cinta». Potrebbe interessare questa soluzione all'amministrazione? I firmatari, infine, chiedono se non sia possibile «abbattere l'intero manufatto» e prevedere lo «strappo» del mosaico e il suo posizionamento nel museo archeologico nazionale di piazza Sordello, oppure «realizzare un suo tombamento, con documentazione fotografica del mosaico stesso e sua esposizione, in via informatizzata, tramite totem in loco». Intanto, il consiglio comunale si riunirà giovedì alle 18. All'ordine del giorno un'unica pratica amministrativa (la variazione di bilancio per accertare l'entrata di 2 milioni per il restyling di Palazzo Te erogati dal ministero per i beni culturali spalmati su due annualità) e tante mozioni, tra cui il futuro delle riscossioni forzose attualmente effettuate con Equitalia (Fi, Lega e M5S) e la lotta al gioco d'azzardo (M5S, Fi, Lega e bulbarelliani).