Operazione-lampo, quella dei carabinieri della compagnia di Piazza Armerina, coordinati dal maresciallo Salvatore Gruttadauria, i quali, nel giro di pochi giorni, sono riusciti a recuperare sei degli otto capitelli corinzi, che erano stati rubati, probabilmente tra l'11 e il 15 luglio, dal chiostro seicentesco del vecchio ospedale «Chiello» di Piazza Armerina, che si trova in pieno centro storico, proprio di fronte alla Cattedrale. Le indagini effettuate non solo hanno consentito di ritrovare i capitelli rubati, ma anche di effettuare un fermo di polizia giudiziaria nei confronti di Elio Savoca, 50 anni, titolare dell'azienda agrituristica «Agricasale», che si trova nei pressi del bivio Gigliotto. I carabinieri della compagnia di Piazza Armerina lo hanno fermato con l'accusa di ricettazione, visto che i sei capitelli sono stati rinvenuti nella sua azienda agrituristica, nascosti in un locale, dietro un aratro e massi informi, a significare che lo stesso sapeva che quei capitelli, dopo la denunzia del 21 luglio, erano attivamente ricercati dalle forze dell'ordine. E' chiaro che le indagini dei carabinieri continuano perché bisognerà capire quale ruolo aveva Elio Savoca in questo contesto, vale a dire se è lui il mandante oppure se era un tramite tra gli esecutori materiali del furto dei capitelli e quelli che li avevano richiesti, in quanto collezionisti. Su questo campo sia il colonnello Vincenzo Cubisino, che il tenente Minniti, che il maresciallo Gruttadauria non hanno voluto chiarire come si è arrivati alla individuazione del luogo dove si trovavano i capitelli, né chi sono stati gli autori materiale del furto, che poi hanno provocato il crollo delle colonne e del chiostro della chiesa di San Francesco, lasciando a terra due capitelli, che probabilmente speravano di portare via in un secondo momento, se il furto non fosse stato notato e, quindi, portato a conoscenza dell'opinione pubblica. La collaborazione di alcune persone, che hanno visto i ladri portare via i capitelli, il cui peso è di circa 100 chili ciascuno, è stata determinante perché ha consentito l'attivazione delle indagini ed anche è stato possibile seguire il percorso che la refurtiva ha fatto sino all'azienda agrituristica di bivio Gigliotto. Per portare via i sei capitelli i ladri avevano realizzato un buco in via Vescovado e hanno utilizzato un camion. A indagare su questa vicenda sarà il Gip presso