Diciannove anni dopo aver vinto col suo progetto su colleghi archistar tra cui c'erano anche Gae Aulenti, Mario Botta, Norman Foster e Vittorio Gregotti, Arata Isozaki potrebbe entro un anno metter mano al progetto esecutivo della sua loggia per la nuova uscita degli Uffizi che tanto ha fatto discutere. Eike Schmidt, direttore degli Uffizi, lo ha fatto intendere ieri a latere della manifestazione del G7 della Cultura a Firenze, dove era presente nei panni di padrone di casa (i ministri della Cultura di Italia, Francia, Gran Bretagna, Canada, Usa, Germania e Giappone, con il Commissario Ue della Cultura e il segretario Generale dell'Unesco si sono incontrati in Sala Bianca). Ha detto Schmidt: «L'ipotesi che quel progetto vada avanti è la più probabile, non c'è nessuna ragione per fermarci a questo punto». Anche perché in caso contrario lo Stato italiano dovrebbe pagare una pesantissima penale, si parla di 20 milioni di euro. Il progetto è della fine degli anni '90, del 1998 per la precisione, ed è dunque probabile che in fase esecutiva abbia bisogno di alcune varianti. «Ma ha aggiunto Schmidt che durante un suo viaggio in Giappone ha incontrato lo stesso Isozaki che in fase esecutiva possano esserci delle modifiche è prassi. Si tratterebbe probabilmente di interventi di adeguamento a nuovi standard di sicurezza e a nuove norme antincendio che in questi anni sono stati messi a punto». Anche il ministro Dario Franceschini sul tema è apparso possibilista anche se più cauto: «La loggia di Isozaki? Stiamo individuando con il sindaco una soluzione che sarà assolutamente condivisa e, spero, veloce» ha detto a chi gli ha chiesto notizie sul progetto. Un intervento, lo ricordiamo, il cui costo, in passato era stato quantificato in 12 milioni di euro. «È una cifra ha detto ancora Schmidt che potrebbe subire delle variazioni, e per la quale possono esserci varie possibilità di finanziamento».