"Pompei e i Greci" si inaugurerà nella Palestra grande degli scavi, con oltre 600 reperti provenienti da diversi musei italiani e internazionali. L'exhibit è a cura del direttore degli scavi Massimo Osanna, con Carlo Rescigno, docente di Archeologia classica dell'università Luigi Vanvitelli. "Il percorso - spiega Osanna - è opera dell'architetto Bernard Tschumi, lo stesso del museo dell'acropoli di Atene". Presenti anche tre installazioni audiovisive "immersive", curate dallo studio canadese GeM (Graphic eMotion). Il 7 giugno sarà poi la volta del Mann, con l'allestimento "Amori divini", incentrato sul mito: la sua espansione e percezione nel mondo greco, magnogreco e romano, con una parentesi anche sulla sua fortuna nelle tele del Seicento italiano (alcune delle quali arriveranno per l'occasione a Napoli, in prestito dagli Uffizi di Firenze). Cinque le sezioni coinvolte, nelle sale accanto a quelle della Meridiana, per 80 opere: "Un percorso - dichiara Paolo Giulierini, direttore del Mann - che vogliamo attualizzare invitando dei pensatori contemporanei a parlare dell'amore, in tutte le sue forme". Pompei e Museo archeologico tornano a collaborare l'uno con l'altro, sulla scia del successo delle esposizioni del 2016, dedicate alla cultura egizia nel mondo antico. "Anche stavolta - conclude Osanna - costruiamo un grande percorso che unirà ricerca e divulgazione. Un tempo, la soprintendenza si Pompei ed il Museo archeologico erano uniti in un'unica soprintendenza, ora sono congiunti idealmente".