UN G7 ad arte. Ai ministri della cultura in arrivo domani e dopodomani, Firenze non si limiterà a offrire le grandi icone del Rinascimento e i capolavori celebratissimi custoditi nei suoi musei, chiese e palazzi. Ma anche tante novità, inediti e «mai visti », protagonisti di mostre ed eventi artistici organizzati proprio in occasione del summit. Se da lunedì scorso, in piazza della Signoria, svetta la riproduzione dell'Arco trionfale di Palmira distrutto dall'Isis nel 2015, realizzata dall'azienda di Carrara Torart nell'ambito del progetto "The Million Image Database", come «simbolo per usare le parole del sindaco Dario Nardella col quale tutti noi da Firenze vogliamo inviare un messaggio di pace e resistenza contro il terrorismo e la violenza», da ieri Palazzo Vecchio è tornato a ospitare, in Sala Leone X, un gioiello archeologico come la Chimera di Arezzo, opera etrusca risalente al V-IV secolo avanti Cristo che Cosimo I aveva scoperto e portato nell'edificio simbolo del potere mediceo, concessa in prestito per un mese dal Museo Archeologico: completano la mostra una lettera di metà Cinquecento con la sagoma della stessa Chimera tratteggiata a inchiostro (dalla Biblioteca Nazionale) e un busto in bronzo di Cosimo, realizzato da Baccio Bandinelli, proveniente dagli Uffizi. Dove, sempre in occasione del G7, ha inaugurato ieri Facciamo presto! Tesori salvati, tesori da salvare, un'esposizione, visitabile fino al 30 luglio, che presenta una serie di opere d'arte provenienti dalle cittadine e dai paesi dell'entroterra appenninico delle Marche meridionali colpiti dal sisma dello scorso anno, compreso un capolavoro come la pala d'altare con l'Apparizione della Madonna con il bambino a San Filippo Neri del Tiepolo dalla chiesa dei Filippini di Camerino, ma anche manoscritti dei sonetti leopardiani dal museo di Macerata (Aula Magliabechiana, martedì-domenica ore 8,15-18,50; ingresso 13 euro). Un euro da ogni biglietto acquistato sarà destinato, è stato annunciato, al risanamento dei danni del terremoto: «Dal tempo dell'eredità di Vittoria della Rovere nel 1631 ha infatti spiegato il direttore del museo Eike Schmidt le Gallerie degli Uffizi hanno un grande debito verso le Marche. Dopo i terribili eventi sismici è nostra volontà e obbligo morale aiutare queste meravigliose terre». Ma ci sarà spazio anche per il contemporaneo. Con sette artisti di oggi, in rappresentanza delle sette nazioni protagoniste del vertice, che espongono il loro lavori fino al 17 aprile nel Sacrario di Santa Croce: G7 d'Arte il titolo della mostra, organizzata da Florence Biennale con la direzione di Jacopo Celona e la cura di Melanie Zefferino, che raccoglie le opere della tedesca Eva Moosbrugger (installazioni in vetro e metallo), dell'americano Romolo Del Deo (sculture in bronzo), del giapponese Yasumichi Nakagawa (maschere in tessuto), del canadese Gary Barhnhart (sculture in alabastro ispirate ai simboli Inuit), della britannica Louise Gibiln (fusioni in bronzo e resina), del francese Jean-Pierre Rousset (fotografie scattate lungo il Cammino di Santiago) e infine, dall'Italia, di Pasquale Celona, protagonista con una grande tela raffigurante l'Annunciazione (tutti i giorni dalle 10 alle 17, dal 2 al 6 e dal 9 all'11 aprile dalle 14 alle 17; ingresso libero). Infine, i convegni e i momenti di approfondimento: questa mattina dalle 10 alle 13 Villa Schifanoia a Fiesole, sede del Robert Schuman Centre dell'Istituto Universitario Europeo, ospita il seminario pubblico Cos'è il dialogo delle culture?, organizzato dalla testata online LaRivistaCulturale. com: fra gli ospiti il presidente dell'Iue Renaud Dehousse, l'antropologo Vincenzo Matera e l'assessore Lorenzo Perra.