FINO agli anni Ottanta là al terzo piano, con affaccio su piazza Navona, c'erano degli anonimi uffici. Da oggi c'è un altro spicchio della città antica da scoprire. Palazzo Braschi, il museo di Roma, apre al pubblico nella sua nuova veste dopo un restyling e il ripensamento degli spazi che porteranno i visitatori a spasso tra dipinti, sculture, stampe, fotografie e raccolte seguendo un filo tematico. Raccontando così la storia della capitale attraverso le sue trasformazioni tra il XVII e il XIX secolo. Nuovi percorsi, dunque, dove protagonisti sono i giochi di piazza, le vedute, le feste, i divertimenti dei nobili e del popolo. Con gli oli a ricordare le grandi ville storiche, l'epopea risorgimentale e la Repubblica Romana. C'è poi il fiume coi suoi porti ottocenteschi, la gente a pescare. Un Tevere via di comunicazione per secoli, ma anche dannazione per i romani con le continue inondazioni. Alla documentazione fotografica, realizzata dai Fratelli D'Alessandri durante la costruzione dei muraglioni, sono affiancati quadri di artisti dell'800 e '900 (tra cui G. Aristide Sartorio e Antonio Donghi), a testimoniare il rapporto inscindibile e non sempre facile della città con il suo fiume. E infine ci sono gli affreschi. Come quelli cinquecenteschi di Polidoro da Caravaggio e Maturino da Firenze che sono parte del Casino del Bufalo sacrificato per l'apertura di via del Tritone. In una saletta lo spettatore, può infine immergersi in un filmato sulla storia di piazza Navona: dallo Stadio di Domiziano alla Grande Bellezza di Paolo Sorrentino. Nove euro e 50 il biglietto per entrare al museo, 16 con la mostra dedicata ad Artemisia Gentileschi. Ma per l'assessore Luca Bergamo, dovrebbe essere gratis. Ed è al momento del taglio del nastro che lancia la proposta: «Il mio desiderio, che non so se riuscirò a vedere realizzato, è che i musei della città e i siti archeologici abbiano tutti l'ingresso gratuito. Lo prendo come ispirazione del mandato. Vedremo in che misura saràpossibile. Oggi non siamo in condizione di liberare tutti questi luoghi ma penso che questo debba essere l'obiettivo». Un sogno e unae provocazione. Nei confronti del ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, che vorrebbe invece far pagare il biglietto anche per il Pantheon (chiesamuseo di pertinenza statale). «Colgo l'occasione per dire di nuovo ha continuato Bergamo che non sono d'accordo con il ministro. Il Pantheon è una luogo della città che deve essere vissuto dai cittadini». E più vivibile è sicuramente il Braschi. Restaurato in un'ottica di museo senza barriere a misura di tutti si presenta oggi totalmente accessibile. All'interno delle singole sale è proposta una selezione di opere - tra le più rappresentative di ciascun tema - provvista di supporti didattici per la fruizione di ipo e non vedenti. «Cittadini e turisti avranno un nuovo spazio nel cuore della città per vivere la cultura attraverso la scoperta della storia che arriva fino ai nostri giorni. Un luogo inclusivo e accessibile a tutti», ha detto la sindaca Virginia Raggi, presente all'inaugurazione.