SONO STATI fatti passi in avanti verso la riapertura del museo regionale di Scienze naturali, chiuso dopo l'incendio scoppiato ad agosto del 2013. La Regione ha infatti messo a punto un piano di fattibilità che sarà presentato prossimamente in commissione, ma già oggi la questione sarà affrontata in consiglio regionale con le interrogazioni presentate dai consiglieri Andrea Appiano (Pd) e Francesca Frediani (M5S). L'idea è che la riapertura dello spazio museale che si affaccia su via Giolitti e via Accademia Albertina - prevista per la fine del 2018 coincida con un cambio di assetto, passando da un controllo esclusivo dell'assessorato regionale alla Cultura a una fondazione di cui si stanno ponendo le basi in questo periodo, della quale farebbero parte la Regione Piemonte, l'Università e la Compagnia di San Paolo: ma sono stati invitati a sedersi al tavolo anche altri soggetti, primo fra tutti il Comune di Torino. «Passare a una fondazione - spiega l'assessore regionale alla Cultura Antonella Parigi - apre a possibilità nuove per il museo. Innanzitutto potrebbe assumere personale, cosa impossibile in questo momento se il controllo rimanesse esclusivamente alla Regione. Inoltre potrebbe trovare nuovi sponsor e aumentare gli introiti». La prospettiva di creare una nuova fondazione, anziché far confluire il Museo di scienze naturali per esempio sotto la gestione di Torino Musei, rientra nel progetto di creare un coordinamento più stretto delle varie realtà museali di tipo scientifico presenti sul territorio regionale e non solo cittadino. «Non si tratta di inglobare altre realtà, ma di mettere a fattor comune competenze e idee, con l'idea di creare un polo scientifico che dialoghi con altri musei scientifici che si trovano nella regione, come il Museo Paleontologico di Asti» spiega Parigi. Intanto già a luglio potranno tornare a lavorare nei locali di via Giolitti i dipendenti regionali che erano stati distaccati durante la ristrutturazione dell'edificio e che comunque in questo periodo hanno continuato a curare le collezioni e a organizzare mostre come quella del lupo a Saluzzo. E almeno una ventina sarebbero le nuove assunzioni a cui l'assessorato pensa, se andrà in porto la fondazione. «Durante l'ultimo sopralluogo esordisce il consigliere Appiano siamo venuti a sapere che era stato fatto uno studio di fattibilità sull'ipotesi di una fondazione e ora scopriamo quasi per caso che è già stato riunito un primo gruppo di lavoro per redigere una bozza dello statuto: al di là del merito delle modifiche, sono la commissione e il consiglio che devono prendere queste decisioni». Inoltre, secondo il consigliere democratico, «quel museo che è un fiore all'occhiello nel panorama italiano si caratterizza per un delicato equilibrio tra ricerca ed esposizione e non vorremmo che la prima venisse sacrificata. Inoltre si dovrebbe avere cura dei contratti dei dipendenti pubblici che passerebbero a lavorare per un ente di diritto privato».