Dopo Castel del Monte di Andria, i trulli di Alberobello e il santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant'Angelo, i muretti a secco potrebbero diventare il quarto tesoro pugliese a entrare nella lista dei beni che fanno parte del patrimonio dell'Unesco, tutelati a livello mondiale. Li ha candidati la commissione italiana per l'Unesco insieme al tartufo e al rito religioso della Perdonanza celestiana de L'Aquila. I muretti a secco, realizzati con la stessa tecnica dei trulli, sono un elemento tipico delle campagne pugliesi, soprattutto nella Valle d'Itria. Servono a delimitare i confini dei terreni agricoli e delle proprietà e caratterizzano il panorama delle nostre campagne. Un problema è rappresentato dal fatto che sono sempre di meno gli artigiani in grado di costruirli o ripararli e si rischia quindi di perderli.