DOPO L'ALLARME LANCIATO DAI DIRIGENTI DEI BENI CULTURALI SENZA FONDI Dopo il grido d'allarme lanciato su Repubblica dai dirigenti dei Beni culturali senza fondi, senza indirizzi e con cinque assessori al ramo cambiati in pochi anni, l'assessore Carlo Vermiglio promette interventi «immediati» e annuncia: «A Pasqua a Pasquetta i nostri siti saranno aperti, presto 180 musei minori andranno ai Comuni e libereremo custodi e risorse ». Assessore, al museo Paolo Orsi ci sono le bacinelle perché entra acqua dal tetto, a Piazza Armerina alla Villa romana del Casale i volontari stanno tagliando i cespugli. Le pare una situazione normale? «Ho letto le rimostranze dei dirigenti. Hanno ragione, ma solo in parte. Intanto a loro dico di presentare subito proposte in assessorato per la manutenzione e gli interventi. Grazie alla norma da me voluta, parte del 30 per cento degli incassi dei biglietti sarà reinvestito nei musei: abbiamo subito a disposizione 3 milioni di euro». Comunque si tratta di una soluzione tampone. La verità è che i musei non hanno risorse e puntualmente ogni inizio di anno, in attesa che l'Ars vari il bilancio, vanno in sofferenza. «Non sono scelte mie, non faccio io il bilancio. Io ho una idea molto chiara: per me gli incassi dei musei e dei parchi devono rimane ai siti stessi. Presenterò un ddl di riforma che darà autonomia non solo ai parchi archeologici, ma anche ai Poli museali con un dettaglio che da cattolico convinto voglio rimarcare, quello della solidarietà: chi incassa di più darà qualcosa ai siti minori». Lei annuncia riforme, ma intanto la legge "Granata", che dà autonomia ai parchi, è in gran parte inapplicata. «Non è vero, noi stiamo applicando questa riforma, dando autonomia a breve al parco di Naxos, che comprende il Teatro antico di Taormina, ma anche a Selinunte e presto al parco della Neapolis di Siracusa per il quale occorre un passaggio in Ars proprio per modificare la legge "Granata" che non comprende questa area tra quelle autonome». A proposito di riforme, che fine ha fatto la norma sulla cessione di alcuni siti minori ai Comuni per liberare custodi e risorse regionali? I dirigenti propongono di affidare i beni alle cooperative di giovani. «Per le cooperative di giovani occorre una legge. La norma sulla cessione ai Comuni prevedeva un elenco di beni che il dipartimento doveva stilare entro 180 giorni. Siamo in ritardo. Ma conto di avere presto l'elenco completo e cederemo questi beni ai Comuni». I dirigenti hanno lamentato poi la mancata nomina del Consiglio dei beni culturali attesa da otto anni. Criticandone anche la composizione che esclude archeologi, storici dell'arte, associazioni e gli stessi responsabili dei musei. «A breve nomineremo il Consiglio e l'attuale composizione, che prevede docenti universitari, architetti, ingegneri, avvocati e assessori, va benissimo». Cosa ne pensa della proposta di Crocetta di bandire un concorso internazionale per nuovi manager nei nostri beni? «Ci sono altre priorità e all'interno della nostra macchina ci sono dirigenti di altissimo livello. Intanto una cosa la posso assicurare: i musei saranno aperti il più possibile, a partire da Pasqua e Pasquetta. Mi pare un passo in avanti, no?».