Il manager Ferrarelle: «Un bene fruibile, pronti a finanziare l'acquisto» Napoli. «Ferrarelle, come sempre, è accanto al Fai. E anche per Villa Livia è pronta ad intervenire». Lo conferma Michele Pontecorvo, responsabile della dell'azienda che è main sponsor del Fai. Villa Livia, bene del museo Filangieri diventato noto al grande pubblico per aver ospitato il set de I Bastardi di Pizzofalcone, è stata messa sul mercato. Il Filangieri non ha fondi disponibili e intende dismettere il complesso. Il Fai è pronto ad acquisire la dimora, lo ha confermato la presidente regionale Maria Rosaria de Divitiis, immaginando di trasformare la villa nell'avamposto del Fondo ambiente italiano nel Mezzogiorno. La cifra indicata dal direttore del Filangieri, Gianpaolo Leonetti, è relativamente bassa da un milione e mezzo a tre e Ferrarelle potrebbe far fronte alla spesa in presenza di un piano ben definito. «Se c'è un progetto noi siamo pronti conferma Michele Pontecorvo . Se il Fai, come è in grado di fare, sviluppa un piano di fattibilità per il recupero e l'acquisizione di Villa Livia siamo assolutamente interessati. Il complesso potrebbe essere un bene su Napoli di grande fruibilità. In Campania il Fai non ha proprietà, eccetto la Baia di Ieranto, e noi saremmo contenti di accompagnare questa prima acquisizione sul territorio». Ferrarelle è legatissima al Fai. Una collaborazione che va avanti da dieci anni, e che passa anche per il parco Sorgenti di Riardo. Per la prima volta il Fai ha avviato una partnership con un'azienda privata, accogliendo l'invito di Ferrarelle a rendere questo suo patrimonio naturale oggetto di un piano di valorizzazione culturale e paesaggistica finalizzato non solo alla tutela della risorsa idrominerale e del territorio, ma anche all'incentivazione dell'interesse collettivo nei confronti della risorsa acqua. «Siamo da tempo accanto al Fondo ambiente italiano e, se il Fai ci vuole, intendiamo restarci per molti anni ancora. Decisi e pronti a privilegiare il nostro territorio negli impegni che intendiamo prendere», conferma Pontecorvo. L'idea che il giovane manager ha per Villa Livia è elaborata sulla scorta delle iniziative che ruotano intorno a Villa Necchi a Milano, che appartiene al Fai. «Al Sud ricorda Pontecorvo il Fai non ha nulla del genere. E invece questa proprietà potrebbe avere tante declinazioni diverse, essere messa a reddito con un affitto a privati per diverse iniziative. Noi stessi, come Ferrarelle, usiamo Villa Necchi. È fra i nostri benefit come main sponsor del Fai. La utilizziamo per riunioni, incontri, meeting . Ho portato a Villa Necchi tutti i miei venditori, che non sono un pubblico raffinatissimo ma che, di fronte a tanta bellezza, sono rimasti a bocca aperta. Ecco dunque che Villa Livia potrebbe avere in questo senso anche una funzione educativa importante».