FIRENZE capitale mondiale del restauro. Non più solo un'idea. Il sogno nato dopo la grande alluvione del '66, che in un solo colpo spazzò via libri, dipinti e sculture, ma che contribuì anche alla nascita di maestranze in grado di mettere in salvo quei capolavori, potrebbe presto diventare realtà. La città si è ufficialmente candidata a ospitare il quartier generale del progetto europeo E-RIHS (European Research Infrastructure for Heritage Science), la prima infrastruttura di ricerca per la scienza applicata al patrimonio culturale che coinvolge 18 paesi dell'Ue, più altri 11 stati e 80 istituti. E ieri, nella Sala capitolare della Caserma Redi che dovrebbe diventare la 'casa' da cui s'irradieranno tutte le altre reti è stato dato ufficialmente il via alla fase preparatoria, che durerà tre anni, da qui al 2019. Poi il verdetto di Bruxelles, cui spetta l'ultima parola. Il progetto è guidato dal Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche), ha il patrocinio del Comune di Firenze e Regione Toscana, oltre al supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, che si è impegnata ad acquistare e a mettere a disposizione la Caserma Redi, nel caso Firenze diventi la sede permanente. «Lo scopo di E-RIHS è costituire un'unica infrastruttura di ricerca all'avanguardia a livello mondiale in materia di patrimonio culturale, naturale e archeologico ha spiegato Massimo Inguscio, presidente del Cnr ci saranno laboratori e centri distribuiti in tutta Europa che offrano accesso a strumentazioni di alto livello scientifico, metodologie innovative e banche dati». Archeologi, storici dell'arte, paleontologi, ma anche fisici, chimici e informatici, potranno così lavorare gomito a gomito, ma anche a distanza. E-RIHS sarà organizzata in quattro piattaforme. Ci sarà il "Molab" per gli strumenti mobili per analisi non invasive sul patrimonio, il "Fixlab" costituito da grandi infrastrutture come sincrotroni, sorgenti di neutroni, acceleratori per datazioni e caratterizzazione dei materiali d'interesse, l'"Archlab" che comprende archivi fisici in gran parte inediti contenuti in musei, gallerie e istituti di ricerca europei, e infine il "Digilab" per l'accesso diretto a banche dati e biblioteche digitali. «Siamo determinati a fare tutto quello che è alla nostra portata per riuscire ad avere qui il centro E-RIHS ha affermato il sindaco, Dario Nardella Firenze rappresenta un ecosistema ideale: qui abbiamo l'Opificio delle Pietre Dure, abbiamo decine e decine di restauratori, abbiamo l'eccellenza dei nostri centri di ricerca, e soprattutto abbiamo una proiezione internazionale che ci viene riconosciuta. Vogliamo a Firenze l'ospedale mondiale dei Beni culturali».