TRENTO. «Arte e diritto sono materie che si intersecano vicendevolmente». Gianluca Bertani, presidente di Elsa Trento, con queste parole ha introdotto l'incontro dal titolo «Arte e diritto. La circolazione internazionale dei beni culturali, tra salvaguardia e libera fruizione» organizzato dall'associazione di giovani giuristi. «La circolazione dei beni culturali è caratterizzata da un crocevia di questioni che vedono in primo piano la loro valorizzazione e tutela» ha esordito Anna Simonati, docente di legislazione dei beni culturali all'università di Trento, ponendo l'accento sull'obbligo di scongiurare «un contrasto tra i due aspetti». «Valorizzazione e tutela nel diritto sono elementi fra loro distinti ma che nella realtà si incontrano inevitabilmente ha proseguito Simonati . Basti pensare alla stessa attività di restauro». Per questo secondo la professoressa è sempre necessario «calibrare gli interessi di chi vuole divulgare un bene culturale e di chi invece vuole tutelarlo». Il diritto però a volte non ci aiuta in tale compito, infatti la docente ha evidenziato come «le stesse norme non sono sempre chiare lasciando spazio a interpretazioni differenti». «C'è chi pensa all'individuazione di un elenco dei beni a cui vietare la circolazione internazionale ha concluso Simonati ma oggi la casistica è recessiva». Per Franco Marzatico, dirigente della soprintendenza per i beni culturali della provincia di Trento, «memoria, radici e identità sono aspetti cruciali quando si parla di beni culturali». Proprio per garantire la salvaguardia delle opere secondo Marzatico «chi lavora nel settore dovrebbe essere una sorta di "Uomo vitruviano" con competenze disparate». Il dirigente ha poi posto l'accento sull'aspetto dello sfruttamento economico che spesso riguarda i beni culturali: «La cultura è o no un'azienda?» domanda Marzatico per il quale «non esiste una vera dicotomia tra mostra e museo o circolazione e non circolazione, ma è importante che la valutazione di un prestito non sia legato solo all'aspetto economico ma che consideri soprattutto quello della tutela dell'opera». Proprio per garantire quest'ultimo aspetto Sandra Divari, registrar della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, ha elencato una serie di requisiti richiesti dalla Fondazione per cui opera quando valuta se concedere o meno il prestito di un bene. «Prima di tutto occorre valutare lo stato di conservazione dell'opera per stabilire se è o meno deputata a viaggiare, in secondo luogo vagliamo la sua rilevanza rispetto al progetto nel quale verrà inserita» ha spiegato Divari.