UN autentico boom di illeciti riscontrati durante le assegnazioni di appalti pubblici, con un aumento del 2.624 rispetto all'anno precedente, e una generalizzata, esponenziale crescita dei reati legati alla gestione del denaro pubblico. Il bilancio della Guardia di Finanza sull'attività nel 2016 in Toscana offre ancora una volta un ritratto di luci e soprattutto zone d'ombra, la fotografia di un territorio in cui piccoli e grandi truffatori, bande di furbetti e grosse organizzazioni criminali continuano a tessere trame nonostante la raffica di controlli messi in campo. Se le verifiche nel settore degli appalti pubblici hanno prodotto numeri da record individuate assegnazioni irregolari per un totale di circa 187 milioni di euro- in forte aumento risultano anche i casi di danno erariale (126), le frodi sui contributi elargiti dalla Comunità europea, dallo Stato e dagli enti locali (200) e le confische patrimoniali antimafia, passate da 7,8 a 80 milioni di euro (980). «Sono numeri che si spiegano anche con il maggior impiego di risorse destinate allo scopo, su input del ministero commenta il comandante della Guardia di Finanza della Toscana, il generale di divisione Michele Carbone - cifre come queste ci dicono inoltre che i controlli si fanno e funzionano, che si fa di tutto per impedire gli illeciti». Riguardo la raffica di denunce per reati contro la pubblica amministrazione per sperpero di denaro pubblico, il comandante conferma: «Nel 2016 sono esplosi gli indici delle condotte illecite rispetto all'anno precedente, un andamento in linea con quello nazionale dovuto all'azione costante di monitoraggio della spesa pubblica». Non smentiscono il trend i dati sui casi di corruzione, concussione e peculato, aumentati del 50. Diverse le indagini svolte a tutela del bilancio pubblico. La più clamorosa l'operazione "Affittopoli", - l'inchiesta è coordinata dalla procura regionale della Corte dei Conti - con la quale è stato scoperto un danno erariale provocato al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo da parte della Soprintendenza di Firenze, per aver affittato ai dipendenti 70 appartamenti in zone esclusive di Firenze e Prato (compresi Giardino di Boboli, Palazzo Pitti e le Ville Medicee della Petraia e di Poggio a Caiano), a prezzi stracciati rispetto a quelli di mercato. Sul caso sono ancora in corso accertamenti, in vista di un processo contabile che appare sempre più probabile. Nel bilancio di un anno di attività della Guardia di Finanza non mancano anche gli evasori fiscali e i finti poveri, questi ultimi il 100 in più rispetto al 2015 con la scoperta di esenzioni indebite solo per i ticket sanitari per 111mila euro. Sul versante evasione si registrano gli unici dati in ribasso, frutto però della riforma che recentemente ha innalzato le soglie penali: nel solo 2016 i finanzieri hanno infatti scoperto 658 persone completamente sconosciute al fisco, e una base imponibile sottratta all'erario di circa 1 miliardo e 170 milioni di euro. Stabili le cifre relative agli scontrini fiscali: in un caso su quattro sono saltate fuori irregolarità, con picchi registrati più nelle periferie che nei centri storici. Sul fronte del lavoro sono state individuate mille persone impiegate al nero o assunte in modo irregolare, mentre su quello della lotta al traffico di stupefacenti sono stati sequestrati circa 460 chilogrammi di droga. Anche in provincia di Firenze il bilancio della Finanza registra un deciso aumento sotto diverse voci. Tra i dati spiccano quelli sul contrasto ai reati societari e fallimentari, al riciclaggio, all'usura, all'abusivismo finanziario e alle truffe ai danni dei risparmiatori: 138 le persone denunciate, 9 gli arresti. Massima attenzione durante tutto il 2016 è stata data alle verifiche nei capannoni- alveare, in particolare nella zona dell'Osmannoro e nell'empolese. Nei 17 capannoni controllati sono stati trovati ben 78 lavoratori in nero e altri dieci irregolari in Italia.