RIQUALIFICARE l'area di Via dei Fori Imperiali. Un dibattito sentito da tempo su cui si combattono da decenni battaglie politiche e ideologiche. Con la mostra "Piranesi Prix de Rome - il disegno della Nuova Via dei Fori Imperiali" da oggi fino al 2 aprile alla Curia Iulia, si riporta al centro una discussione che prese il via alla fine degli anni '70 con il Progetto Fori di Benevolo, e che in anni più recenti venne ripresa da architetti come Fuksas e Panella: integrare il parco archeologico nel tessuto urbano, evitando che l'aumento degli scavi a cui si aggiunge il cantiere della Metro C - lo trasformi in una voragine. Alla call internazionale indetta nel 2014 (la prima dal 1934), promossa dalla Soprintendenza centrale di Roma e dall'Accademia Adrianea, hanno risposto 19 gruppi formati da università in collaborazione con studi di architettura internazionali. Tavole, rendering, plastici espongono il disegno della via "dritta come la spada di un legionario", inaugurata nel '32 da Mussolini, tenendo conto del vincolo di non edificabilità apposto nel 2002 e della pedonalizzazione voluta dalla giunta Marino, e immaginando un sistema di connessioni tra i Fori Imperiali e i Fori Repubblicani. Tre i vincitori a pari merito. Il progetto del dipartimento di architettura di Franco Purini della Sapienzastudio Valle riprende l'idea già elaborata da Fuksas e promossa dall'allora soprintendente La Regina - di una passerella sopraelevata dal Vittoriano al Colosseo. Tre corsie (due pedonali e una per i mezzi pubblici) per tre punti di accesso da Piazza Venezia, via Cavour, e dalla Basilica di Massenzio. Radicalmente diverso quello dell'università di Stuttgart e dello studio di David Chipperfield: mette la parola fine all'indagine archeologica, addirittura interrando alcuni reperti, e riporta il piano archeologico al pari di quello stradale con un grande parco. Immagina una piazza il terzo progetto, di Roma3 e studio 2TR: un'enorme piastra sopraelevata distesa sull'invaso di Via dei Fori Imperiali, sotto la quale sono previsti camminamenti tra le rovine, ripristinando la via di accesso alla chiesa dei Santi Luca e Martina e creando un unicum con l'area circostante. Tutto ciò è « un auspicio per ragionare sul futuro della città ha detto il soprintendente Prosperetti e per superare la storica separazione dei Fori. Domani [oggi per chi legge, ndr], discuteremo di questi temi in Campidoglio. Ma perché diventino realtà servirà una forte volontà politica».