Un appello alla politica affinché ascolti il grido di dolore che arriva dai dirigenti dei Beni culturali di Sicilia: «Siamo all'anno zero nella gestione dei nostri gioielli, occorre fare riforme immediate, bandire concorsi e investire per evitare il collasso del sistema», dicono in coro da Francesca Spatafora che guida il Salinas a Sebastiano Tusa, della sovrintendenza del mare, da Caterina Greco del Centro per il catalogo a Vera Greco, responsabile del polo di Taormina. I musei e i parchi archeologici, eccetto pochissime eccezioni, sono in grandissima difficoltà. A Taormina la Greco non ha un euro per la manutenzione e i custodi di Isola Bella hanno messo di tasca loro i fondi per cambiare le lampadine e sistemare l'impianto elettrico. Al Salinas non ci sono fondi per fare una pubblicazione o stampare una brochure. Al Centro per il restauro i dipendenti si sono autotassati per pagare il dominio del sito internet, a Siracusa vi sono ancora le bacinelle per raccogliere l'acqua che entra dal tetto, al museo di Messina le sale del Caravaggio non sono fruibili perché in attesa di restauro. Il tutto mentre a breve non si avranno archeologi o storici dell'arte nei siti e nei ruoli del dipartimento, visto che gli ultimi rimasti stanno andando in pensione. I dirigenti chiedono adesso di essere ascoltati.