AL TELEFONO parlava di «bigliettini da visita». Ma in realtà, ha spiegato ai magistrati la commercialista Loredana Di Giovanni, in quella conversazione del marzo 2015 intendeva «fare riferimento a banconote che lasciavo intendere di aver anticipato con la stazione appaltante per fini corruttivi». Quando alludeva a un «medico», la professionista stava celando l'identità di un suo «referente» in una commissione di gara. E nel colloquio in cui, discutendo con l'imprenditore Antonio Bretto, gli diceva, «il bambino ti ha fatto ottenere un risultato tranquillo », si riferiva «ad Antonello Sommese », il capostaff dell'ex assessore regionale Pasquale Sommese. La Di Giovanni, che sta collaborando con gli inquirenti e ha evitato l'arresto nell'inchiesta sugli appalti, ha svelato questi dettagli nel verbale del 20 ottobre scorso. Le dichiarazioni della donna, difesa dagli avvocati Paolo De Angelis e Giampiero Pirolo, sono agli agli atti del fascicolo sfociato sei giorni or sono in 69 misure cautelari. Ieri mattina è iniziata a Palazzo di Giustizia la sfilata dei 30 indagati finiti ai arresti domiciliari per turbativa d'asta. Tutti professionisti e docenti universitari che, adesso, respingono energicamente le accuse. Fra gli altri è stata interrogata per oltre un'ora la ex sovrintendente ai Beni culturali e architettonici Adele Campanelli, coinvolta nel filone sulla gara per la ristrutturazione di due padiglioni della Mostra d'Oltremare. Assistita dall'avvocato Luigi Sena, si è difesa: «Se mi avessero fatto una richiesta insolita o anomala, li avrei messi alla porta», ha sottolineato. L'avvocato Sena ha depositato una memoria nella quale si ricostruisce l'iter dell'appalto e si evidenzia che l'allestimento di un "percorso virtuale", per il quale la soprintendente è accusata di aver indicato il nome di un imprenditore, era citato nei documenti pubblici già da due anni prima. Questo, rileva la difesa, a differenza di quanto ricostruito nell'ordinanza, dove il gip Federica Colucci si chiede come facesse il progettista Guglielmo La Regina, il protagonista principale dell'indagine, a sapere che il "percorso virtuale" faceva parte del progetto definitivo. Afferma l'avvocato Sena: «La dottoressa Campanelli ha fiducia nella magistratura e spera che, verificando le sue affermazioni, si possa accertare che non è mai venuta meno ai doveri di correttezza verso lo Stato». Ieri è stato interrogato anche il docente universitario Vito Cappiello, che si trova agli arresti domiciliari per turbativa d'asta nel filone dell'appalto di San Giorgio a Cremano. Assistito dall'avvocato Claudio Botti, si è difeso energicamente e sottolineando come a suo carico vi siano solo «generiche » telefonate fra altre persone. Nello stesso filone sono ai domiciliari e sono stati interrogati l'ex sindaco di San Giorgio a Cremano Domenico Giorgiano (difeso dall'avvocato Fabrizio Savella) e il dirigente del Comune Raffaele Peluso (difeso dall'avvocato Giuseppe De Angelis). Il gip ha interrogato poi Claudio Borrelli, direttore generale dell'Adisu di Aversa, indagato nel filone sulla Casa dello Studente della città. Dichiara l'avvocato Alfonso Furgiuele, che lo difende con l'avvocato Rosario Marino: «Ha protestato la totale estraneità alle accuse e confida in un rapido chiarimento della sua posizione». Gli interrogatori andranno avanti per tutta la settimana. Giovedì sarà interrogato La Regina, difeso dagli avvocati Giuseppe Fusco e Orazio Citacelli. Venerdì toccherà a un altro dei docenti ai domiciliari per turbativa d'asta, Daniele Marrama, assistito dall'avvocato Arturo Frojo. Poi la parola passerà, presumibilmente, al Tribunale del Riesame. Intanto i finanzieri coordinati dai pm Catello Maresca, Maurizio Giordano, Luigi Landolfi e Gloria Sanseverino con il procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli continuano a scavare negli appalti seguiti dallo studio La Regina.