ROMA. II Museo della Shoa, sorgerà a due passi di Villa Torlonia, alNomentano. Ormai è ufficiale, la giunta comunale ha approvato la schema di acquisizione dell'area dove sorgerà l'edificio. 2.950 metri quadrati di terreno per un valore finanziario pari a quasi 16 milioni e mezzo di euro. Soddisfazione da parte della comunità ebraica di Roma: «Ringraziamo il Comune, il sindaco Veltroni e l'assessore al patrimonio Claudio Minelli», ha commentato il vicepresidente e portavoce della comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici, «che con un importante sforzo hanno dato lustro alla nostra Capitale mettendo i presupposti di aprire il museo in un luogo importane per la nostra comunità perché vicino alle catacombe ebraiche e dove c'era la residenza privata di Benito Mussolini. Il museo della Shoa non vuole essere un museo ebraico», sottolinea Pacifici, «ma un luogo di memoria che possa raccontare alle nuove generazioni le tragedia del nazifascismo che ha colpito non solo gli ebrei ma l'intera collettività europea». Museo a parte iniziano i preparativi per la giornata europea della cultura ebraica, che si celebrerà a Roma il 4 settembre prossimo. La manifestazione è stata presentata ieri nei giardini della sinagoga di Roma dove, ai discorsi dei relatori e le domande dei cronisti, si accompagnava la degustazione di cibi e vini della tradizione ebraica e l'esecuzione di canti tradizionali da parte della cantante Evelina Meghnagi. Presente all'incontro il gotha della Comunità ebraica romana e non solo: dal presidente della Comunità Leone Paserman al rabbino capo Riccardo Di Segni, dal presidente delle Comunità ebraiche italiane Amos Luzzatto a Giuseppe Rav Laras, presidente dell'Assemblea Rabbini d'Italia. Ospite d'onore, il Ministro dei Beni Culturali Rocco Buttiglione. La Giornata Europea prevede un fitto programma di mostre, convegni, spettacoli, accompagnate da degustazioni di piatti tipici, corsi di cucina ebraica e incontri a tema. Sarà anche l'occasione, come ogni anno, per aprire le porte delle comunità ebraiche italiane, che offriranno ai visitatori l'occasione di visitare luoghi e monumenti normalmente chiusi al pubblico, come sinagoghe, cimiteri, campi di concentramento (è il caso di Fossoli) e aree archeologiche. Un'iniziativa che l'anno scorso ha richiamato oltre 34.000 visitatori solo in Italia (150.000 in tutta Europa), e che quest'anno coinvolgerà le principali città con una storica presenza ebraica, da Roma a Torino, da Livorno a Venezia, da Ferrara a Napoli. La città capofila sarà Ancona, che ria-priràper l'occasione l'antico cimitero ebraico risalente al 1428. «Siamo qui per celebrare la cultura ebraica», ha dichiarato il ministro Rocco Buttiglione, «perché la cultura e le tradizioni ebraiche, ancora più antiche della cultura cristiana, sono parte integrante della nostra identità europea. Gli ebrei sono i vostri fratelli maggiori», diceva Giovanni Paolo II, parlando ai suoi fedeli e riferendosi agli ebrei, e questo è il senso del nostro incontro».