VENEZIA. Con Pino Musolino ne ha parlato qualche giorno fa. Incassando dal presidente del Porto un consenso di massima, tanto che i tecnici si dovrebbero mettere presto al lavoro per sviluppare l'idea. E un cenno sarebbe stato fatto anche al ministro Graziano Delrio due settimane fa a Milano. Per ora è solo un tratto di penna, ma l'idea è suggestiva: prima di lanciarsi nella grande impresa del terminal offshore come se lo immaginava l'ex presidente Paolo Costa una maxi-opera da un miliardo e mezzo di euro a 8 miglia dalla laguna perché non provare a creare un terminal all'interno della scogliera del Mose a Malamocco? Potrebbero esserci due approdi, per consentire alle enormi navi container di arrivare a Venezia senza entrare in laguna. Proprio il concetto di «gradualità» avrebbe attirato l'interesse di Musolino, che aveva già detto nella sua presentazione come l'offshore fosse un progetto a moduli. L'idea potrebbe essere legata all'adeguamento della conca di navigazione, che il nuovo presidente, sposando la tesi dei piloti, ritiene inadeguata. Il senso è anche quello di vedere quale sia l'«attenzione del mercato» a portare le grandi navi merci a Venezia. E' d'accordo anche il provveditore Roberto Linetti: «L'idea non è male, ma va verificata, aspetto le carte - spiega - Usare le opere esistenti è auspicabile, a partire dalla piastra di Malamocco: smantellarla costerebbero tra i 4 e i 5 milioni, a mio parere soldi sprecati».