Wwf, Legambiente e Lipu: «No alle nomine di vertici politici» Napoli. Ambientalisti in rivolta per una norma contenuta nel maxiemendamento al collegato alla legge di stabilità, che dovrebbe essere approvato in consiglio regionale entro fine marzo, e che introduce, tra le altre, una novità molto significativa per i parchi regionali. «Modifica - denunciano in una lettera indirizzata al presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, il Wwf, la Lipu e Legambiente - l'articolo 8 della legge numero 33 del 1993, quella che istituì i parchi regionali in Campania. Quest'ultimo stabilisce che il Presidente di un ente parco sia scelto tra persone che abbiano competenze in materia di conservazione della natura e non ricoprano cariche elettive». Con la cancellazione di tale norma, denunciano le associazioni ambientaliste, «la Regione dimostra di voler superare l'attuale situazione di stallo - nella quale gran parte dei Parchi sono commissariati - con un rimedio peggiore del male. Si punta a nominare ai vertici degli stessi persone prive di qualunque competenza in materia specifica, che abbiano generiche esperienze nelle istituzioni o nelle professioni o nella gestione di strutture pubbliche o private». Nei giorni scorsi i rappresentanti delle sigle ambientaliste hanno contattato l'assessore all'Ambiente della giunta regionale, Fulvio Bonavitacola, per chiedergli conto di quanto sta accadendo e per ottenere un impegno, da parte della maggioranza a Palazzo Santa Lucia, a bloccare la norma contestata. «Ha risposto - racconta Pasquale Raia, veterinario e responsabile per Legambiente delle aree protette in Campania - che non era a conoscenza della questione, di non averla seguita. Poco male, è ancora in tempo per evitare un macroscopico errore, che aggraverebbe una situazione, quella dei parchi, tutt'altro che buona. La gestione dei parchi naturali e delle riserve è indifendibile per lo stato in cui versa». Non è certo la prima occasione, negli ultimi giorni, nella quale le principali associazioni ambientaliste della Campania hanno espresso critiche e si sono trovate in grave disaccordo con De Luca e la sua maggioranza. Pochi giorni fa il disegno di legge regionale che prevede che i Comuni acquisiscano al patrimonio gli immobili abusivi, in alternativa alla demolizione, e poi li affittino ai medesimi che li avevano edificati, qualora si tratti di abusi di cosiddetta necessità, ha suscitato forti critiche da parte di Legambiente. «Siamo davanti all'ennesima fumata nera contro l'abusivismo edilizio in Campania - ha denunciato - e ad una sanatoria strisciante che sarà foriera di ulteriori abusi ed ingiusta verso chi ha costruito legalmente». Clima tutt'altro che sereno, insomma, tra la giunta De Luca e le maggiori associazioni ambientaliste in Campania.