Un chilometro di cunicoli, due grandi bracci cimiteriali che s'intrecciano sottoterra nei dintorni di Villa Torlonia a due diverse profondità, 5.000 sepolcri tra bracci principali e secondari con la rilevante novità di ambienti affrescati. E, come sostiene l'archeologo olandese Leonard Rutgers, l'ipotesi più suggestiva: le catacombe ebraiche che risalgono al I secolo d.C. sarebbero le più antiche e avrebbero fatto da modello per quelle cristiane. Trovate nel 1918, dimenticate per anni e anni fino alla riscoperta del 1988 quando in esecuzione al Concordato tra Vaticano e stato italiano vennero affidate alla sovrintendenza archeologica di Roma, le catacombe ebraiche sulla Nomentana si apprestano a diventare finalmente una delle nuove meraviglie archeologiche di Roma. Stanziati dal ministero dei beipi culturali 1.440.000 euro con cui si aprirà a settembre il cantiere di recupero. L'ha annunciato ieri, partecipando allt presentazione della sesta Giornata della Cultura Ebraica (4 settembre), il ministro Rocco Buttiglione. «Con quelli di Vigna Randanini e quel poco che resta a Monteverde - spiega l'archeologa Maria Rosaria Barbera che con l'architetto Marina Magnani si occupa delle catacombe ebraiche - questi cunicoli rappresentano certamente una delle strutture catacombali più antiche di Roma». Come auspicio per la prossima giornata della cultura ebraica del 4 settembre, dedicata quest'anno alla cucina, non ci poteva essere niente di migliore. Previsti per quel giorno a Roma insieme alle tradizionali visite guidate al Tempio maggiore, al Tempio Spagnolo, al Tempio dei Giovani e al Museo Ebraico anche degustazioni di cibi delle varie tradizioni ebraiche in via del Tempio arrangolo con via Catalana, precedute da una lezione di cucina a cura dell'Adei-Wizo. Mostra e assaggi anche al centro di cultura Pitigliani di via Arco dei Tolomei. Insomma via libera in quella giornata alla degustazione di piatti come aliciotti con l'indivia, il babaganush (salsa di melanzane) o il piccantissimo pesce «achraimi». Ma intanto don le catacombe prende corpo un nuovo circuito di beni ebraici che prevede per i prossimi mesi l'inaugurazione del nuovo Museo Ebraico presso il Tempio Maggiore (22 novembre), la posa della prima pietra del nuovo Museo della Shoah sulla Nomentana in occasione della ricorrenza del 16 ottobre, l'apertura infine in via Santa Maria del Pianto 1, nel cuore del Ghetto, di un «Jewish Point» in grado di fornire indicazioni sui percorsi fruibili dei beni ebraici a Roma. Compresi, presto, i cunicoli sulla Nomentana che finalmente escono dal dimenticatoio in cui erano stati relegati.
Catacombe ebraiche: sì al recupero
Il ministero dei beni culturali ha stanziato 1.440.000 euro per il recupero delle catacombe ebraiche sulla Nomentana a Roma. Queste strutture, che risalgono al I secolo d.C., sono state dimenticate per anni e sono state riscoperte nel 1988. Le catacombe ebraiche sono state trovate vicino a quelle cristiane e sono state ipotizzate come le più antiche. Il recupero delle catacombe ebraiche prevede l'apertura di un nuovo Museo Ebraico presso il Tempio Maggiore, la posa della prima pietra del Museo della Shoah sulla Nomentana e l'apertura di un Jewish Point in via Santa Maria del Pianto.
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