UNA settantina di pagine generali più una serie di schede sui vari volti del terrore che potrebbe ghermire Roma, pochifogli aggiuntivi con ipotesi da cardiopalmo: è stato firmato ieri ed è già operativo il nuovo Piano provinciale per la difesa civile della Capitale, approvato al termine dell'ultima riunione del Comitato per la sicurezza coordinato dal prefetto Achille Serra coni vertici delle forze di polizia, dei vigili del fuoco, del 118 e del Comune. La principale novità è emersa ieri durante l'ultimo dei tavoli tecnici svolti per aggiornare il piano preesistente: fermo restando il coordinamento generale affidato al prefetto, il piano prevede che in caso di attacco convenzionale la gestione dell'emergenza sul luogo sia affidata al dirigente della questura. Nel caso invece di attacchi con armi nucleari, chimiche o batteriologiche spetterebbe ai vigili del fuoco. Il piano disciplina le competenze in un manuale d'uso destinato alle forze dell'ordine e ai dirigenti delle aziende di trasporto, dell'Acea e dell'Italgas, della protezione civile e delle compagnie telefoniche. Rafforza il sistema sanitario con nuovi mezzi e un nuovo software che permetterà al 118 di conoscere in ogni istante il grado di saturazione dei singoli ospedali, strumento assai utile anche nella quotidianità. Sul fronte tecnologico prevede il riposizionamento delle telecamere e il cambio delle serrature nelle stazioni della metropolitana; e istituisce la nuova rete di comunicazioni protette a prova di evento, percon-sentire il coordinamento della reazione dello Stato e dei soccorsi. Sul fonte del personale, infine, destina risorse aggiuntive alla sicurezza sottraendo uomini da altri impegni, come le scorte. L'altra novità riguarda le pagine aggiuntive, schede tecniche divise per scenari. Ci sono monumenti come il Colosseo, luoghi di culto come San Pietro o San Giovanni, sedi istituzionali come palazzo Chigi o il parlamento, le stazioni della metropolitana, gli aeroporti, le reti infrastrut-turali come i ripetitori telefonici e le centrali di Acea e Italgas, gli uffici pubblici e gli eventi affollati come i concerti in piazza o gli appuntamenti allo stadio e al Palasport. Casi generici con interventi mirati e definiti: dalla «zona calda» in cui ha accesso il vigile del fuoco con le protezioni alla«zona tiepida» in cui viene portata fuori la gente fino alla «zona fredda» dove devono stare tutti gli altri.
Ecco il piano per difendere Roma
Il nuovo Piano provinciale per la difesa civile della Capitale è stato firmato e è già operativo. Il piano prevede una gestione dell'emergenza diversa a seconda del tipo di attacco, con il dirigente della questura che gestirà gli attacchi convenzionali e i vigili del fuoco quelli con armi nucleari, chimiche o batteriologiche. Il piano disciplina le competenze delle forze dell'ordine e delle aziende di trasporto, e prevede la creazione di una rete di comunicazioni protette a prova di evento. Sul fronte tecnologico, il piano prevede il riposizionamento delle telecamere e il cambio delle serrature nelle stazioni della metropolitana.
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