Marina Castellaneta, docente di Diritto internazionale: «I procedimenti si arenano nei ricorsi» Bari. «Ogni anno il governo prova a rivalersi contro le amministrazioni locali, ma i procedimenti si arenano tra opposizioni e ricorsi».Marina Castellaneta, professore associato di Diritto internazionale dell'Università di Bari, evidenzia come il conflitto generato dalla querelle giudiziaria post abbattimento di Punta Perotti sia ancora distante da una possibile risoluzione. «La questione degli indennizzi - spiega la docente - nasce dalla sentenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo che, nel 2009, aveva accertato la violazione della Convenzione sia sotto il profilo del diritto di proprietà sia per la confisca senza base giuridica dei suoli delle aziende baresi. Successivamente, nel 2012, aveva quantificato l'indennizzo da corrispondere in 49 milioni, mentre la richiesta delle aziende era di 330 milioni». Tuttavia il caso è tutt'altro che chiuso. Perché in ballo c'è il diritto di rivalsa. «Il sistema - spiega Castellaneta - è stato introdotto sulla base della legge 2342012: il governo, quando la violazione della convenzione è imputabile ad enti locali, può azionare questo iter contro chi si presume responsabile sul piano interno». Un meccanismo comunque conforme alla costituzione. «Il Tribunale di Bari - racconta la docente - aveva sollevato sul tema una questione di legittimità ma la Corte, con una sentenza del 2016, la n.219, aveva dichiarato il ricorso inammissibile». Anche perché a quanto pare il caso Punta Perotti non è isolato. «Nel 2014 - precisa Castellaneta - il governo ha avviato sette azioni di rivalsa. Cinque nei confronti di enti territoriali, e due verso enti trasformati in società per azioni, ma non è stato liquidato mai un euro verso lo Stato». Il motivo è semplice: lungaggini processuali. Insomma, la battaglia giudiziaria non solo non è conclusa, ma è ancora tutta da giocare. «Pendono lunghi ricorsi - dichiara la docente - e lo stesso comune di Bari ha impugnato l'atto del governo, ritenendo l'illecito internazionale commesso dall'azione giurisdizionale e non dai suoi amministratori». Adesso si attendono le prime sentenze sulla rivalsa. E i tempi non saranno certo brevi. «Ci vorranno due o tre anni», dice Castellaneta. Che aggiunge: «Non si possono escludere nuove questioni di costituzionalità: si potrebbe sollevare il problema della gradazione di responsabilità tra Stato ed enti locali, con una possibile responsabilità complessa».