Un appalto da 1 milione e 800mila euro per ristrutturare i padiglioni 7 e 8 della Mostra e ospitarvi il Museo archeologico dell'area flegrea. Un lavoro pubblico finanziato con fondi Ue. Un affare che non era certo sfuggito a Guglielmo La Regina, il «signore degli studi di progettazione». Quelle liti per i lavori nella Mostra e lo strano pestaggio del direttore Sommese e La Regina arrivarono ai ferri corti. L'aggressione a Paolo Stabile NAPOLI Un appalto da un milione e 800mila euro per ristrutturare i padiglioni 7 e 8 della Mostra d'Oltremare e ospitarvi il Museo archeologico dell'area flegrea. Un lavoro pubblico importante, finanziato con fondi europei. Un affare che non era certo sfuggito a Guglielmo La Regina, il «signore degli studi di progettazione», in carcere con l'accusa di aver creato una triangolazione tra imprese, amministratori locali e professori universitari per spartirsi commesse e progetti pagati con soldi pubblici, con la benedizione di Pasquale Sommese quand'era un potente assessore regionale al turismo della giunta Caldoro. Dalle carte dell'inchiesta della Dda viene fuori che già due anni prima della pubblicazione del bando di gara da parte del Comune di Napoli (21 maggio 2015), La Regina sapeva tutto e stava preparando studi e progetti per quei lavori. E sapevano tutto anche gli altri finiti agli arresti: Loredana Di Giovanni, la donna di Mugnano che teneva i contatti con Antonello Sommese e suo zio Pasquale, ma pure Paolo Stabile, il direttore della Mostra (ora sospeso), e l'ex presidente Andrea Rea. Due anni prima insomma questo gruppo di persone, secondo quanto emerge dalle indagini, era al corrente dell'imminenza dell'opera. Tra loro parlavano, s'incontravano, si scambiavano mail e partecipavano a riunioni. Tutte con un solo obiettivo: il «progetto Gaiola e il museo nella Mostra». Ma questa è anche la storia di un appalto che non vedrà mai la luce. I lavori per i padiglioni 7 e 8 infatti non sono più decollati per una serie di ragioni. La principale? Nella nuova rimodulazione dei fondi europei dopo il 2014 quel progetto non è più stato finanziato. E così oggi l'Ente mostra sta provvedendo da solo a una serie di interventi temporanei sul padiglione 7, dove sarà collocato l'archivio storico dell'Enel, mentre il padiglione 8 resta desolatamente vuoto e in attesa di interventi. Ma torniamo ai giorni convulsi precedenti all'appalto. C'è la promessa di 30 mila euro a Paolo Stabile da parte di La Regina che con la sua «Archicons» è interessato alla progettazione dell'intervento. E poi ci sono i contatti tra Antonello Sommese, dopo il finanziamento dell'opera deciso dall'assessore regionale, con la Regina. Due sono le imprese segnalate: la Bretto opere stradali, che tuttavia rinuncia, e la «Geniale srl». Secondo i magistrati La Regina contatta presidente e direttore della Mostra per garantirsi via libera sulla «Geniale» e per i progetti i professori universitari Sergio Stenti e Umberto Perillo. Contatta pure Francesco Capotorto della ditta «Percorsi di luce», che gli viene segnalato - sempre secondo l'accusa - dalla soprintendente ai Beni culturali Adele Campanelli. Già nel febbraio 2013 però comincia un vorticoso giro di mail tra La Regina e altri personaggi. Il 22 febbraio ad esempio invia un file a Paolo Stabile «Progetti-Gaiola- relazione (2).docx», con tanto di nota: «Ti giro l'ultima versione con qualche modifica di stile. Fai inviare al Presidente questa versione. Un saluto, Guglielmo». Altre mail vengono spedite a vari indirizzi. Commentano gli investigatori: «Risultano presenti nella documentazione informatica alcuni professionisti che paiono estensori del progetto da presentare in Regione, senza che essi abbiano alcun titolo nella progettazione». Il 20 giugno 2014 c'è già fibrillazione perché il Comune non ha ancora pubblicato il bando. Durante una conversazione intercettata il prof universitario Sergio Stenti (uno degli arrestati), parlando con Umberto Perillo e La Regina si fa scappare: «Mi ha detto Guglielmo che il 30 giugno sarà pubblicato il bando dei padiglioni alla mostra». Perillo replica: «Ma è sicuro?». E La Regina: «Così mi ha detto Paolo». La pubblicazione però tarda e il 9 luglio La Regina e Loredana Di Giovanni ne discutono con una certa apprensione. Dice l'imprenditore: «Stamattina Paolo ha chiamato incazzato il Comune, ha detto tra l'altro, mo' dalla Regione arriverà pure la lettera di sollecito...e gli hanno detto: tutto a posto ha firmato pure il dirigente, a giorni dovrebbe essere pubblicata». Ma i ritardi del Comune di Napoli non rappresentano le uniche preoccupazioni di La Regina e soci. Il successivo 7 novembre il titolare di Archicons parla nel suo ufficio con la solita Loredana. «Ieri sono stato a pranzo con Paolo Stabile e Gabriella...mi sono portato mezza Mostra a pranzo». Lei chiede: «E allora? Non hanno prodotto niente, che pensano? » E La Regina rivela: «Veramente abbiamo parlato del fatto che Paolo è stato picchiato...stronzate, comunque è convinto che sia stato quello là dei parcheggi». Tra l'imprenditore e la Regione a un certo punto i rapporti diventano burrascosi. Motivo: la cifra in acconto sull'attività di progettazione dei lavori. Il 23 febbraio 2015 la situazione precipita. Loredana Di Giovanni spiega a Guglielmo di aver preso «una cazziata da Antonello Sommese. Mi ha detto che se riferisco a Pasquale una cosa del genere avete chiuso con l'assessorato». Loredana riporta senza mezzi termini il pensiero di Sommese: «Vuol sapere se tuo padre sa ha detto che tu stai facendo un'estorsione a un amico». La Regina a quel punto va su tutte le furie: «Se fai una gara oggi qualsiasi studio di progettazione di merda si piglia 20.000 euro». E lei: «Sì ma ha detto lui che non esiste proprio, vuole capire 10.000 ma 15 mila euro per la progettazione...».