Un'occasione da non perdere. Forse l'ultima per far uscire la Biblioteca Queriniana dal suo decennale letargo. La Digital Library annunciata dal ministro Franceschini è un'iniziativa da seguire con molta attenzione anche da parte della politica locale. La Queriniana è una della maggiori biblioteche del Paese e meriterebbe di essere inserita nel programma. Che non è solo digitalizzazione di un patrimonio culturale che, a livello nazionale, è immenso e sicuramente il maggiore al mondo, ma che presenta risvolti significativi anche a livello locale. Bisogna però interrogarsi sul futuro della nostra biblioteca centrale. Sul sistema bibliotecario provinciale si è soffermato con opportune indicazioni Massimo Tedeschi. In questo caso, però, si tratta di qualcosa di qualitativamente più ampio. Per agganciarsi al programma del governo è necessaria una condizione: la Queriniana deve avere una gestione culturale, che ora pare evanescente, ad alto livello, con due obiettivi: valorizzare le molte risorse interne e capacità di rapportarsi alle grandi istituzioni italiane e straniere per valorizzare un patrimonio che è poi un patrimonio di tutti. Non si tratta soltanto di offrire servizi di base, che funzionano, quanto di operare un salto di qualità con ricadute estremamente positive sia in termini culturali che in termini di immagine. L'iniziativa del ministro è a tutto campo: libri, manoscritti, immagini, archivi un patrimonio dell'umanità immenso. Brescia può fare la sua parte. Faccio un solo esempio perché oggetto di un mio studio: nella sezione manoscritti della Queriniana esiste una relazione di un gruppo di investitori veneziani relativa alla prima bolla finanziaria della storia, quella accaduta nella Francia della Reggenza tra il 1716 e il 1723 che risulta essere l'unica al mondo. Certo, non è un codice miniato, ma è una testimonianza di alto valore storico, soprattutto in un paese dove John Law, il protagonista, sembra essere un estraneo pur essendo vissuto per molto tempo, morto e sepolto a Venezia. Come dire, la Queriniana uno scrigno prezioso che merita di essere messo in mostra. Si tratta di essere convinti che per essere una città culturale non basta la valorizzazione del patrimonio artistico ed architettonico, che pure è fondamentale, ma che anche i libri e le carte polverose posseggono un magnetismo che è impossibile nascondere e che sarebbe importante contagiasse anche l'intera città. In fondo, sono le nostra fondamenta.