Pochi sanno che a Rossano, in Calabria, è conservato nel Museo Diocesano il Codex Purpureus Rossanensis, capolavoro assoluto dei codici bizantini miniati risalenti al V-VI secolo, 188 fogli di finissima pergamena purpurea illustrati da 14 splendide miniature. Di sicuro pochi conoscono il piccolo villaggio medievale di Caramanico Terme, in provincia dell'Aquila, nel cuore del Parco Nazionale della Maiella, con, tra il resto, la quattrocentesca Chiesa di San Tommaso Becket che conserva un ricco connubio di culti pagani, ermetici e cristiani. Sono solo due dei 50 borghi storici che si potranno scoprire, anche nelle loro bellezze nascoste, il 25 e 26 marzo con le "Giornate Fai di primavera". La manifestazione, alla 25esima edizione, è stata presentata a Palazzo Chigi dal presidente del Fondo Ambiente Italiano, Andrea Carandini («vogliamo distogliere la gente dagli schermi bidimensionali per scoprire la realtà tridimensionale del paesaggio italiano»), presente il premier Gentiloni: «L'idea semplice e vincente» ha detto « è aver associato la scoperta alla partecipazione. Tutti noi abbiamo nella strada vicina un tesoro che conosciamo poco. E un modo per essere fino in fondo italiani, è essere consapevoli della bellezza». Gentiloni ha ribadito «l'impegno del governo alla cura e alla prevenzione del territorio specie dopo il fenomeno cronico dell'ultimo terremoto. Un lavoro di lunga lena, da rilanciare, con l'idea di lavorare per decenni alla manutenzione del Paese, e che sollecita la responsabilità delle istituzioni pubbliche». Presente anche il ministro dei Beni culturali e del Turismo Dario Franceschini, che ha sottolineato i due punti fondamentali «del nuovo piano strategico del turismo, in linea con l'azione del Fai di questi anni: puntare al turismo sostenibile e all'Italia come museo diffuso per governare la crescita turistica e puntare sul turismo che cerca l'eccellenza e rispetta la fragilità delle città d'arte e del paesaggio». Il grande successo della Giornate Fai e la straordinaria partecipazione, cresciuta negli anni, lo dicono i numeri di questa edizione con l'apertura straordinaria, dal Nord al Sud, di mille siti in 400 località tra cui 260 palazzi e ville, 51 borghi, 79 castelli e torri, 90 piccoli musei. Tesori di arte e natura in molti casi sconosciuti, perlopiù inaccessibili ed eccezionalmente visitabili durante il weekend. A voler fare un bilancio importante del quarto di secolo lo dicono altri numeri: 10mila luoghi aperti in 4.300 città, oltre 9 milioni di visitatori, 115mila volontari e 210mila giovani apprendisti e aspiranti ciceroni. Quest'anno, i volontari saranno 7.500, gli apprendisti ciceroni 35mila. L'ingresso è gratuito, aperto a tutti, con un contributo facoltativo. Giuseppe Distefano