"Schiaffo" a comitati e istituzioni che chiedono lo scorporo dell'intervento dal progetto che interessa anche la Riviera MARGHERA. Ci vorranno, come minimo, cinque anni per completare la procedura di autorizzazione del nuovo progetto di Terna per la "Razionalizzazione della rete di alta tensione tra Venezia e Padova", che comprende anche l'intervento di interramento delle linee di alta e altissima tensione che attraversano il Vallone Moranzani a Malcontenta non venga affossato come il precedente, da decine di ricorsi e sentenze del Tar e del Consiglio di Stato. Il rifiuto di Terna spa di scorporare il progetto di interramento dei tralicci delle linee elettriche nell'area del Vallone Moranzani, a Malcontenta dove dovrebbero essere stoccati i fanghi scavati dai canali e realizzato un parco urbano di 200 ettari , suona come uno "schiaffo" agli appelli dei cittadini, delle istituzioni locali e perfino del Governo che detiene la maggioranza del pacchetto azionario, attraverso Cassa Depositi e Prestiti. A chiedere lo "scorporo" dell'interramento dei tralicci a Malcontenta e poter quindi realizzare tutti gli interventi previsti dall'Accordo di Programma per il Vallone Moranzani firmato nel 2008 dopo un'ampia consultazione della popolazione interessate sono la Municipalità di Marghera e tutto l'arco delle forze politiche che siedono in consiglio comunale e in quello regionale. Poche settimane fa, dopo un voto unanime del consiglio regionale in tal senso, l'assessore Roberto Marcato era andato apposta a Roma per insistere sulla necessità di scorporare l'interramento del le linee a Malcontenta dal progetto di Razionalizzazione di tutta la rete ad alta e altissima tensione tra Padova-Camin e Venezia-Dolo-Fusina. Lo stesso governatore del Veneto, Luca Zaia, aveva scritto inutilmente, due anni fa, una lettera al presidente di Terna spa e all'amministratore delegato, per convincerli a sbloccare il previsto interramento dei tralicci e delle linee aeree esistenti nel Vallone Moranzani. La stessa richiesta di scorporo era stata inserita nel "Patto per Venezia" sottoscritto nel dicembre scorso dal sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro e dall'allora premier Matteo Renzi. Tutto inutile, con la pubblicazione dell'avviso legale di avvenuto deposito della documentazione per la richiesta di autorizzazione al ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il ministero dell'Ambiente, il nuovo progetto di Terna che ricalca quello precedente andrà avanti per la sua strada. Intanto, continuano le contestazioni di comitati e amministrazioni comunali della Riviera che chiedono l'interramento dell'intero percorso e non solo del tratto di Malcontenta e sono pronte a presentare nuovi ricorsi, analoghi a quelli che hanno affossato il progetto precedente che era inserito nel "Piano di Sviluppo della Rete di Trasmissione Nazionale" approvato dal ministero dello Sviluppo Economico nel 2003 e autorizzato nel 2011, aveva aperto i cantieri nel 2012, poi bloccati nel 2013 dalla revoca del Consiglio di Stato per un vizio di forma nel parere positivo espresso dal ministero dei Beni Culturali. Terna ha quindi ripresentato il progetto, rivedendo in parte il percorso aereo che si svilupperà lungo l'idrovia Padova-Venezia , giustificando il mancato scorporo per il tratto che interessa il Vallone Moranzani, sostenendo che si tratta di «un intervento unitario e inscindibile» in quanto i due interventi possono vivere solamente insieme, così come era previsto nell'Accordo per il Vallone Moranzani, sottoscritto nel 2008 dagli enti locali».