«Il piano di gestione del sito Unesco di Venezia sta per cadere, ed è opportuno porsi la domanda se il Comune di Venezia sia l'ente più idoneo per continuare a gestirlo. Si tratta innanzitutto di intensificare le riunioni del Comitato di pilotaggio, ma anche di arrivare a una maggiore condivisione delle scelte». L'architetto Francesco Trovò, della Soprintendenza per l'Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Venezia e laguna lo ha detto con molto garbo, ma ha posto ieri sul tappeto il problema della gestione del sito Unesco di Venezia - in occasione della Giornata nazionale del Paesaggio, celebrata a Palazzo Ducale, nel Salone del Piovego - proprio nelle settimane in cui la città è chiamata a rispondere alla possibile "retrocessione" tra i siti a rischio che l'organismo di tutela delle Nazioni Unite valuterà nella sua sessione mondiale di luglio a Cracovia. L'occasione ieri - dopo l'introduzione della Soprintendente veneziana Emanuela Carpani - è stata anche quella di verificare lo stato dell'arte del piano paesaggistico che la Soprintendenza dal 2009 sta elaborando con la Regione. Dopo otto anni - come ha spiegato l'architetto Ilaria Cavaggioni - si è conclusa solo la fase conoscitiva e dunque, nonostante la complessità della materia, non si può dire che si sia proceduti spediti, anche se il progetto-pilota è proprio quella della laguna di Venezia e del Delta del Po, con il lavoro in corso su casi di studio come quello del bosco di Carpenedo e del centro storico di Chioggia. Ma si è fatto il punto ieri anche sui "pianini" per il decoro previsti già dall'articolo 52 del Codice dei Beni Culturali, che riguardano in particolare i plateatici di bar e ristoranti e i banchetti fissi e amovibili degli ambulanti. E in questo tipo di pianificazione Venezia è più avanti anche rispetto ad altre città d'arte come Firenze e Roma, grazie anche alla collaborazione instauratasi tra Comune e Soprintendenza. Caso esemplare - illustrato ieri sempre dall'architetto Cavaggioni - è quella dell'area del mercato di Rialto, dove si è fatto molto, liberando Campo San Giacometto, risistemando Ruga degli Oresi, ma anche liberando dai banchetti il ponte di Rialto e ridisegnando i banchi dell'ortofrutta.(e.t.)