ERANO giovani architetti ambiziosi quando, nel 1951, vinsero il concorso per progettare la Borsa Valori di Torino. Sarebbero diventati molto famosi. Il progetto firmato Roberto Gabetti, Aimaro Isola, Giorgio e Giuseppe Raineri si chiamava "Stellage" e i lavori terminarono nel 1956. A riaprire le porte di quell'edificio straordinario negato da tempo agli occhi dei torinesi è il Fai, il Fondo Ambiente Italiano, che nel fine settimana del 25 e 26 marzo torna protagonista con 500 volontari e mille studenti, al lavoro come Ciceroni per il venticinquesimo compleanno delle Giornate Fai di Primavera. Due giorni in cui si svelano patrimoni in tutta Italia, 90 in Piemonte. Angoli curiosi, gioielli di architettura industriale, chiese e fortezze, cortili, oratori, abbazie. A Torino si spalancano le porte della Borsa Valori, ma anche del Palazzo Affari ideato negli anni 60 da Carlo Mollino, Alberto Galardi, Carlo Graffi e Antonio Migliasso con un curioso progetto che si chiamava "Treperuno". Il trio di proprietà della Camera di Commercio di Torino, che lo mette a disposizione per le Giornate del Fai, è completato da Palazzo Birago di Borgaro, uno dei più eleganti e noti esempi di tardo barocco in città. A Torino altre due chicche: l'Oratorio dell'antica compagnia di San Paolo di piazza Bernini aperto dalle 10 alle 18 solo agli iscritti del Fai inaugurato nel 1578 per il culto privato della Compagnia, e le raccolte del Museo nazionale dell'Artiglieria, tra le più importanti d'Europa per ricchezza e varietà, oggi conservate nella Caserma Amione di piazza Rivoli. Gli iscritti del Fai avranno il privilegio di alcune visite esclusive. Per esempio all'Osservatorio Meteosismico di Biella all'interno del Santuario d'Oropa, normalmente chiuso al pubblico, che conserva strumentazione storica e apparecchi contemporanei. A Cuneo potranno entrare nelle cucine settecentesche del Castello di Racconigi; a Novara sarà aperto l'Istituto Donegani, il Centro ricerche Eni per le energie rinnovabili e l'ambiente, culla della chimica industriale italiane e uno dei più importanti centri di ricerca europei. Tutti gli altri luoghi aperti nel weekend del 25 e 26 marzo in Piemonte e in Valle d'Aosta sono aperti a tutti. Gratuiti e a contributo libero. Ad Aosta è prevista l'apertura straordinaria di Palazzo Roncas, chiuso al pubblico e usato fino al 2008 come caserma dei Carabinieri. Da allora attende il restauro. Ad Asti riserva belle sorprese la ex-Chiesa del Gesù, fresca di ristrutturazione. A Cuneo si potrà visitare l'ex-Collegio dei Gesuiti, oggi Palazzo Municipale. A Novara si può entrare nel dipartimento di Scienze del Farmaco dell'Università del Piemonte Orientale Avogadro, un distretto che sta vivendo un forte impulso per la pressenza di start-up innovative. Interessanti visite anche a Monteu da Po, dove si può curiosare nella zona archeologica di Industria, e a Tortona, che per la Giornate del Fai mette in vetrina l'ex-cotonifico Dellepiane, uno dei più grandi opifici edificati sul territorio comunale. A Novi Ligure tre castelli: il Castello di Pasturana, quello di Novi Ligure e quello di Tassarolo. Saranno aperti al pubblico il castello della Manta in provincia di Cuneo, il Castello Masino a Caravino e Villa Flecchia a Magnano. In occasione delle aperture il Fai ha previsto anche visite guidate in lingua straniera e il catologo è vario e ricco di proposte. Su www.giornatefai.it si trova l'elenco completo. La presidente del Fai Piemonte e Valle d'Aosta Maria Leonetti Cattaneo, ieri alla presentazione con tutti i delegati delle diverse aree, è orgogliosa del lavoro fatto: «È il più grande evento di piazza dedicato ai beni culturali, un appuntamento che da anni dimostra la voglia di partecipazione e l'orgoglio di appartenere a una collettività che ama i luoghi in cui vive dice Una giornata ideale, il giorno perfetto per abbracciare l'Italia e la nostra regione nel mondo migliore».