Il bene culturale di cui più abbonda la Sicilia è il paesaggio, per definizione natura che l'uomo trasforma in cultura. E se in molti hanno ricordato, nei giorni seguiti alla nomina di Palermo a Capitale della Cultura 2018, monumenti e musei, letteratura, musica e teatro poco si è detto degli esiti felici che le arti hanno riservato all'isola quando si sono misurate con montagne, mari, boschi, campagne. La storia della Sicilia è antica e complessa e la natura ricca di diversità fisiche e biologiche, cosicché la cultura si è trovata a esprimere la numerosità degli intrecci possibili in innumerevoli paesaggi che, come confermano pagine di letteratura, dipinti, fotografie e pellicole, non hanno potuto prescindere dal manifestarne la bellezza. Alcuni sono stati sviliti dall'uomo, molti altri rimangono a stupire i visitatori, più di quanto avvenga per i suoi abitanti (sicuramente per i loro amministratori) che spesso, forse perché abituati a essi, sono sembrati più intenti a cancellarli che a conservarli e utilizzarli. Un esempio di tutto ciò è la Valle dei Templi dove ancora oggi è possibile rivivere l'emozione di «vigneti, olivi, mandorli, giardini in questo paesaggio di delizie, vero e proprio Eden, si scorgono i resti venerabili dell'antichità». L'accortezza di mettersi alle spalle i grattacieli e i viadotti della città contemporanea ne è, ovviamente, il necessario presupposto. La Valle è stata sede, negli ultimi cinquanta anni, di momenti esemplari del rapporto tra l'Isola e i suoi paesaggi. A lungo simbolo del male ma anche della reazione a esso: alla grande frana provocata dalla speculazione edilizia che nel 1966 distrusse parte della città, seguì una legge nazionale che obbligò tutti comuni a dotarsi di strumenti e standard urbanistici e fissò le norme di tutela del paesaggio e dei centri storici; alla strenua lotta all'abusivismo spesso condotta in solitudine dalle associazioni ambientaliste, segui una sempre più diffusa coscienza civile. Da anni è divenuta simbolo di efficaci azioni di recupero e di messa in valore: l'iscrizione dal 1997 al patrimonio Unesco, il Parco Archeologico e Paesaggistico regionale istituito nel 2000 e il Premio Paesaggio Italiano 2017 consegnato dal ministro ai Beni Culturali Franceschini a Giuseppe Parello, direttore del Parco della Valle dei Templi, nella Giornata del Paesaggio al progetto Agri Gentium, scelto tra 97 concorrenti per rappresentare l'Italia ad una fase successiva indetta dal Consiglio d'Europa. Le motivazioni si fondano sulla coerenza con i principi della Convenzione Europea sul Paesaggio, sulla capacità, quindi, di coniugare la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico con il recupero della memoria storica di antiche pratiche produttive ma conservative del paesaggio tradizionale ed enumerano la collaborazione con l'Università di Palermo attraverso le iniziative di conservazione della biodiversità, la sinergia con il FAI e con il suo giardino della Kolimbethra, il recupero di un tratto di ferrovia, l'affidamento a privati di mandorleti recuperati e produttori di olio e vino prodotti in loco. Un risultato prestigioso, evidenziato dai numeri (nel 2016 più 20 di visitatori rispetto all'anno precedente) ma importante anche perché dalle motivazioni è possibile trarre utili lezioni a dimostrare quanto promettenti siano in Sicilia le politiche di tutela e di valorizzazione dei paesaggi spesso invece costrette a subire le angherie di altre politiche ritenute di prevalente utilità e che hanno portato al consumo di suolo lungo le aree costiere e periurbane, alla diffusione disordinata delle pale eoliche, alla cementificazione dei fiumi, alla fuga dalle agricolture "salva suolo" di montagna. Politiche che tengono insieme soggetti pubblici e privati, storia e natura, cultura e coltura. Ce ne sarebbe per stare ore a riflettere, magari appoggiati a un olivo secolare davanti a un tempio dorico, su cosa potrebbe concretamente significare in un anno per il quale la campagna rischia altrimenti di essere solo elettorale e non si occupa del rapporto tra presente e passato che il paesaggio offre alla riflessione.