Dopo la chiusura invernale Palazzo d'Arco riapre al pubblico: sale e saloni spalancano le porte ai visitatori che potranno ammirare nuovamente la quadreria, le collezioni di incisioni e disegni, l'imponente biblioteca con incunaboli e cinquecentine, oggetti d'arredamento e le collezioni naturalistiche MANTOVA. Il museo ha abituato ormai il pubblico a un itinerario duplice. Un viaggio nella storia tra la sontuosità degli ambienti della residenza nobiliare e, accanto, una dimensione più raccolta in grado di svelare, attraverso spazi inconsueti, passioni e dettagli di vita di quella che fu la padrona di casa: la contessa Giovanna d'Arco Chieppio Ardizzoni. Riapre a Mantova il museo di palazzo d'Arco Il museo di Mantova ha abituato ormai il pubblico a un itinerario duplice. Un viaggio nella storia tra la sontuosità degli ambienti della residenza nobiliare e, accanto, una dimensione più raccolta in grado di svelare passioni e dettagli di vita di quella che fu la padrona di casa: la contessa Giovanna d'Arco Chieppio Ardizzoni LA RIAPERTURA. Dopo la chiusura invernale il 18 marzo, per Sant'Anselmo, Palazzo d'Arco riaprirà al pubblico: sale e saloni spalancheranno le porte ai visitatori che potranno ammirare nuovamente la quadreria, le collezioni di incisioni e disegni, l'imponente biblioteca con incunaboli e cinquecentine, oggetti d'arredamento e le collezioni naturalistiche raccolte dal conte Luigi d'Arco. E ancora ceramiche, argenti, strumenti musicali, armi antiche, stampe, sculture nonché l'archivio di famiglia con documenti di oltre un millenio. Ma non solo. Se tra queste mura si respira ancora la vita dell'epoca, e si coglie la sua trasformazione da abitazione a museo, a tener viva la memoria della mecenate è ora un'esposizione permanente dedicata appunto alla contessa. NUOVO PERCORSO. A parlare di lei, raccolte in un percorso al piano ammezzato, sono le passioni della nobildonna: una selezione di dipinti ad olio e acquerelli che Giovanna d'Arco, autodidatta, realizzò sia ispirandosi ad opere di grandi maestri che lasciandosi guidare dal suo estro creativo. Come pure parte delle poesie da lei composte (anche in dialetto mantovano). E non mancano, a coronamento del percorso nella memoria, le tante fotografie che la ritraggono nella dimora, in giardino e insieme ai suoi amati animali. In foto ci sono anche il gatto Neve e Pit, il tacchino al quale era tanto affezionata. L'allestimento è stato curato dal museo in collaborazione con Francesca Raposelli che si occupa anche di parte della catalogazione del patrimonio librario. LE PASSIONI. «Questo progetto permanente - spiega Silvia Tosetti, referente delle attività culturali del museo - si intitola "Impressioni" e vuole essere appunto un omaggio alla contessa attraverso le cose che amava: la poesia, i suoi dipinti e gli scatti in cui viene svelata la dimensione più intima di donna, attenta e sensibile alle "piccole cose" della quotidianità, proprio come recita il titolo di una sua poesia». Sulla tela Giovanna si cimentò nell'esecuzione di fiori, animali domestici, nature morte. «Come pure vedute di fantasia e scorci - aggiunge - che riecheggiano i luoghi vissuti. Sono questi i soggetti prediletti da Giovanna e il visitatore potrà conoscere dunque anche aspetti meno noti della contessa». L'esposizione sarà parte integrante del percorso museale oggi e domani. «Mentre in seguito - anticipa Tosetti - sarà possibile visitare l'allestimento permanente durante gli orari di apertura della Biblioteca ovvero il martedì per l'intera giornata e il mercoledì e giovedì al mattino». Il museo, lo ricordiamo, è visitabile dal martedì alla domenica dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 18. La biglietteria chiude un'ora prima (ore 12 e ore 17, info www.museodarcomantova.it). PROGETTI DIDATTICI. Ma in questi mesi di chiusura invernale la vita nel museo è stata tutt'altro che inattiva. Se dal 16 aprile 2016 all'8 gennaio 2017 i visitatori a palazzo sono stati 16mila, durante il periodo di chiusura, la dimora storica è stata animata dai tanti studenti che hanno partecipato con entusiasmo ai progetti didattici promossi dal personale della Fondazione d'Arco. «Ad oggi - conferma Tosetti - sono 72 le classi iscritte ai percorsi "Incorniciamoci", "Il Baule Volante", "I mestieri mese per mese", "Nautilus" e altri ancora, dove i bambini e i ragazzi attraverso la metodologia narrativa e la dinamica del gioco si avvicinano al patrimonio del museo e del territorio in un'esperienza emozionale e coinvolgente». Attività che, dopo la fine delle scuole, torneranno la domenica per i bambini e le famiglie. ITINERARI TEMATICI. Da segnalare poi che in collaborazione con l'associazione "Per il Parco" e la cooperativa Alkemica sono attivi anche percorsi tematici naturalistico-scientifici per indagare le collezioni raccolte dal Conte Luigi d'Arco nel Museo di Scienze Naturali. TRA PAROLE E SUONI. «Altro progetto interessante - continua Tosetti - è "Tra Parole e Suoni. Tracce di vita della famiglia d'Arco", premiato e sostenuto da Fondazione Cariverona con un contributo di diecimila euro. Parliamo di letture teatralizzate, scelte tra i libri della Biblioteca di famiglia, e storyboard realizzati dagli studenti che prossimamente porteranno a restituzioni audio-video in QR code a disposizione dei visitatori più giovani del museo e delle loro famiglie». Collaboratori in questo progetto, di cui la Fondazione d'Arco è capofila, sono "Per il Parco", Alkemica e Istituto Comprensivo "Maria Luisa Levi" di Mantova. I LAVORI. Il Palazzo, lo ricordiamo, per poter riaccogliere il pubblico è stato oggetto di importanti lavori di adeguamento impiantistico ma altri interventi sono in corso. Al piano nobile è stato restaurato parte del salotto vittoriano del conte Francesco Antonio d'Arco con gli originali rivestimenti in damasco di seta rossa (ora le restauratrici sono impegnate nel recupero, riordino fili e pulitura del divano). Interventi, questi, resi possibili grazie al sostegno di alcuni club (come "Meglio Mantova") e privati che hanno mostrato dunque sensibilità verso il progetto. Opere fondamentali per la tutela del palazzo e che contribuiscono a rendere vivo il museo nella memoria di Giovanna.
Gazzetta di Mantova
18 Marzo 2017
MANTOVA - Il museo di palazzo d'Arco riapre con un omaggio alla contessa
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Cristina del Piano
Gazzetta di Mantova
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