Ci sono voluti più di venti anni perché Colle val d'Elsa riavesse il suo museo. Ampliato e restaurato, funzionale e accogliente, servizi, norme di sicurezza, visibilità delle opere, il nuovo museo di San Pietro è il risultato, oltre che di un lungo percorso di riqualificazione dello spazio, anche di una precisa volontà identitaria. Vi confluiscono infatti, raccolte attorno al nucleo storico del Museo civico e diocesano d'arte sacra, le collezione provenienti dal Conservatorio di San Pietro, dal monastero di San Pietro e da quello di Santa Caterina e Maddalena, più le raccolte di Romano Bilenchi e di Walter Fusi. «Il nuovo polo museale - si legge nel comunicato - ripercorre la storia della città attraverso le sue espressioni artistiche, in un dialogo costante tra religiosità e ambizione civica, propria dei comuni medievali». L'itinerario proposto ai visitatori, prende le mosse dal medioevo e arriva al Novecento, e dalle sale del museo sfocia all'esterno per le vie e i vicoli del Borgo di Santa Caterina e del Castello, fino al Museo archeologico titolato a Ranuccio Bianchi Bandinelli, che a breve riaprirà le porte anch'esso completamente rinnovato.