SE qualcuno pensava che fosse finita nel dimenticatoio, tra le opere tanto discusse quanto irrealizzate, dovrà ricredersi. La ruota panoramica è tornata: il progetto di sistemarla al Valentino, nello spiazzo tra il monumento equestre al duca d'Aosta e il giardino roccioso, è stato rispolverato dalla nuova amministrazione comunale, disposta a scrivere la parola fine su una tormentata vicenda che si trascina, tra tira e molla, da cinque anni. Gli uffici di Palazzo civico hanno già dato parere favorevole all'installazione dell'attrazione alta 40 metri all'interno dei confini del parco, rispondendo sì alla domanda ripresentata dai promotori dell'iniziativa, i quali sono tornati alla carica dopo l'ultimo cambio della guardia in Comune. L'unica raccomandazione a cui dovranno attenersi i fautori della Turin Wheel, secondo il parere degli uffici tecnici comunali, sarà il divieto di pannelli pubblicitari sulla struttura, a differenza di come immaginava l'ultimo progetto presentato, che ipotizzava, in cambio di una sponsorizzazione, l'esposizione del marchio Vodafone. Il dossier sulla ruota panoramica è sul tavolo del capo di gabinetto Paolo Giordana e degli uffici dell'assessore al Suolo pubblico Sergio Rolando, i quali puntano sull'operazione non solo per il risvolto turistico che potrebbe avere, ma anche per portare nelle casse comunali denaro fresco. Per l'occupazione del suolo pubblico i promotori dell'attrazione verseranno nelle casse dell'erario municipale la non trascurabile somma di un milione di euro. Come per i centri commerciali, a cominciare dal nulla osta sull'Esselunga all'ex Westinghouse, rilasciato con l'intento di chiudere i conti dell'anno scorso, per finire con l'ultimo ripensamento in ordine di tempo sulla shopville al Palazzo del lavoro, l'amministrazione Cinque Stelle si prepara ad esercitarsi su un'altra giravolta politica, rispetto alle promesse fatte in campagna elettorale ai comitati spontanei e alle associazioni ambientaliste, tra i primi e più agguerriti avversatori della ruota panoramica. Un progetto che ha incominciato ad affacciarsi nel dibattito cittadino nell'ormai lontano 2011, quando Fulvio Pelucchi, discendente dei fondatori di Gardaland, e il numero uno dei giostrai torinesi Massimo Piccaluga chiesero alla giunta Fassino l'autorizzazione ad installare una ruota panoramica alta 70 metri al Valentino. Alla fine, tra polemiche e contestazioni, l'attrazione viene bocciata in prima battuta dalla Soprintendenza e abbassata a quota 40 metri e modificata nel sistema di ancoraggio, inizialmente pensato in cemento armato. Ma non basta a spegnere le critiche. Così, all'inizio del 2014 spunta l'ipotesi di collocarla nel parco di Italia '61, collegando al progetto del Palazzo del lavoro. Un'idea sposata dall'allora assessore all'Urbanistica, Stefano Lo Russo. Anche quella volta, però, nonostante la concessione temporanea del Valentino per il periodo dell'Expo 2015, non se ne fece più niente.